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La Maggior Parte dei Dipendenti Pubblici si Gratta la Pancia. La Frase Shock e il Futuro di Questo Paese

La Maggior Parte dei Dipendenti Pubblici si Gratta la Pancia. La Frase Shock e il Futuro di Questo Paese

Mentre il Premier sta cercando di accaparrarsi un aiuto europeo quanto mai necessario per un paese, il nostro, che è un contributore netto della UE e che è stato assolutamente penalizzato in questi anni dalla moneta unica, a prescindere dalle ragioni e dalle teorie che ognuno di noi può fare proprie (la diatriba, per semplificare, verte sulla reale capacità dell’Italia in linea di massima e dei suoi dirigenti, di contro a una corretta definizione dello status quo al momento di entrare nella Eurozona), inizia un contenzioso che potrebbe anche rappresentare il futuro di questo paese con possibili tensioni tra garantiti e privati.

La Situazione tra Pubblico e Privato

Già sappiamo e abbiamo derubricato le parole del viceministro grillino Laura Castelli, la quale ha affermato, con cognizione di causa, che gli eventuali ristoratori in difficoltà potranno cambiare business (probabilmente ritenendo paragonabili tali attività ad alcune dinamiche che avvengono nel mondo delle startup, nel quale vale il principio del “fail fast, fail often“) che subito emerge un ulteriore dibattito.

Il Presidente della Regione a Statuto Speciale, Nello Musumeci, dopo lo scandalo emerso durante la fase emergenziale (alcuni ricorderanno quanto accaduto con le dimissioni di un dirigente che aveva negoziato un pagamento a pratica per quanto riguarda l’operato di alcuni dipendenti pubblici in ottica di velocizzare i processi) prende di mira i dipendenti pubblici che definisce “improduttivi”.

Le Parole di Musumeci

Non solo, il Governatore, durante l’evento “Giornate dell’Energia”, ha sottolineato ancor di più questo concetto affermando che “l’80% di loro si gratta la pancia dalla mattina alla sera. Ma non ditelo ai sindacati. Ora vogliono stare ancora a casa per fare il cosiddetto lavoro agile, ma se non lavorate in ufficio, come pensate di essere controllati a casa?

Parole che subito sono rimbalzate su tutti i media e hanno scatenato un putiferio, oltre la risposta piccata da parte proprio dei sindacati, chiamati in causa dal Governatore. In particolare, due dirigenti di Siad-Cisal, Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto, hanno replicato con argomenti piuttosto arcigni alle accuse lanciate da Musumesi, focalizzando l’attenzione su quelli che, secondo il loro parere, rappresentano i fallimenti del Governatore stesso.

La Risposta dei Sindacati

“Abbiamo ascoltato con profondo sconcerto le parole del governatore Nello Musumeci contro i dipendenti regionali: accuse ingiuste, immotivate e offensive per tutti i lavoratori che ogni giorno svolgono il proprio dovere con abnegazione, anche in condizioni difficili. Evidentemente Musumeci è in difficoltà e prova a coprire i fallimenti del suo governo puntando il dito contro l`anello più debole della catena, contro quei dipendenti che in piena pandemia hanno comunque lavorato e sono rientrati in servizio, nonostante la carenza dei dispositivi di sicurezza”

La conclusione dei due sindacalisti è ancora più dura e riflette una probabile possibile tensione tra pubblico e privati, tuttora celata e nascosta, ma che, difatti, potrebbe scavare un solco insanabile nel nostro paese, ferito dalla pandemia e dalla crisi economica. Se ci si attende di perdere almeno il 10% del PIL e se gli aiuti europei a fondo perduto non saranno sufficienti nemmeno a coprire lo sbilancio già votato dall’Italia (80 miliardi attualmente più altri 20 probabili in arrivo n.d.r.) allora avremo una situazione tutt’altro che tranquilla e occorrerà saper veicolare l’eventuale rabbia di privati tassati a fronte di un comparto pubblico che spesso non produce ricchezza per il paese, ma viene percepito come da Musumeci ribadito.

Azione e Reazione. Il Principio della Dinamica

Al di là della verità oggettiva, i sindacati sottolineano le difficoltà dei dipendenti pubblici e il fatto che questi abbiano comunque svolto il proprio lavoro con dovizia e senso del dovere, ma il tema è molto più profondo di questo scontro e aprirà sicuramente un dibattito difficile da sanare in caso gli eventi andassero in modo negativo.

Nel caso di specie, comunque, giustamente i sindacalisti rimettono a Musumeci le accuse e difendono gli interessi dei loro tutelati con parole molto forti che non sono di certo oggetto di alcun giudizio di merito.

“Se la macchina non funziona – hanno sottolineato i sindacati – non è colpa dei dipendenti, ma di chi politicamente ne è a capo. Adesso basta, la misura è colma: valuteremo con i nostri legali se sussistono gli estremi per una querela, tutelando i lavoratori in ogni sede”.

La speranza di tutti consta nella responsabilità di tutti gli attori sociali e nella consapevolezza che, come gli interessi dei singoli Stati Europei e di un fronte tedesco (occorre capacitarsi del fatto che l’Olanda stia probabilmente solamente rappresentando una parte dietro cui c’è la regia della Germania con l’ausilio di altri paesi, oltre i “frugali”) potrebbero ledere in modo insanabile l’attuale Unione Europea, allo stesso modo la cosa potrebbe sfuggire di mano in patria.