Home Economia Personale La Truffa delle Case all’Asta: Soldi Riciclati in Bitcoin. Come Funzionava il...

La Truffa delle Case all’Asta: Soldi Riciclati in Bitcoin. Come Funzionava il Sistema Truffaldino

La Truffa delle Case all'Asta: Soldi Riciclati in Bitcoin. Come Funzionava il Sistema Truffaldino

Ancora una volta la creatività del napoletano e la capacità di creare un sistema che funzioni e produrre qualcosa di valore, viene utilizzata in modo truffaldino e non in termini positivi. La truffa delle case all’asta parte proprio dal napoletano, luogo idilliaco in cui però nascono e crescono moltissime attività di questo tipo anche a causa di alcuni modelli culturali non proprio virtuosi.

La polizia di Milano ha infatti fermato tre persone residenti nel Napoletano per quanto riguarda quest’inchiesta addebitando loro i reati di truffa e riciclaggio. Quest’ultimo aspetto richiama al moderno mondo delle criptovalute: i presunti colpevoli, infatti, riciclavano presumibilmente il denaro ricavato dalle truffe cambiandolo nella moneta virtuale più conosciuta al mondo, il Bitcoin.

Il tutto anche per evidenti correlazioni vicine all’azzardo ed alla capacità di questa di elevarsi e flutturare anche a doppia cifra in poco tempo oltre al market cap elevatissimo, corrispondente ad una capitalizzazione di circa 140 miliardi di dollari.

Il procuratore aggiunto di Milano, Eugenio Fuscas, principale responsabile del Dipartimento frodi e tutela dei consumatori, ha reso dichiarazioni alla stampa richiamando gli aspetti del sistema truffaldino e ne ha anche approfittato per lanciare un appello che spera non rimanga inascoltato.

Tutti possono essere vittima di reati di questo tipo.

Ebbene si, Fuscas, oltre a sottolineare le indagini sulle tre persone ed il fatto di aver sequestrato beni per un valore complessivo di 300 mila euro, ha voluto, in un certo qual modo, sollevare il velo su una problematica che spesso pensiamo riguardi solo gli altri, ma che invece può capitare a tutti ed occorre attenzione.

 

Come Funzionava e Funziona la Truffa delle Aste

Come in ogni truffa che si rispetti, occorre attirare l’attenzione del truffato prospettandogli un affare o comunque qualcosa per cui valga la pena perdere tempo ed attenzione, un miraggio in un deserto. I truffatori realizzavano dei siti falsi, dei veri e propri fake costruiti ad arte, li posizionavano adeguatamente sui motori di ricerca attraverso un’attenta ed elaborata strategia SEO (Search Engine Optimization) e li pubblicizzavano sui social. Su questi siti, prospettavano l’acquisto di un bene molto caro a tutti gli italiani, da sempre legati a questo: la casa. Si trattava di case vendute all’asta, quindi molto convenienti, un affare.

In due anni, mediante questi siti truffa, i presunti colpevoli hanno raccolto circa 2 milioni e mezzo di euro riciclandoli poi in Bitcoin. Soldi derubati ad un centinaio di persone che sono cadute nel tranello ed hanno voluto dare fiducia a questo tipo di compravendita.

Come in ogni sistema che si rispetti, pur anche elaborato, esistono delle falle che prima o poi vengono fuori ed anche in questo caso la truffa è stata scoperta perché l’intermediario non è stato identificato. Colui che ha convertito le somme che le persone gli affidavano in Bitcoin, non è palesato nelle sue generalità come prevede la Legge 231 della nostra Repubblica. In questa maniera, si è capito che qualcosa non tornava ed è emerso tutto il raggiro che ha condotto all’arresto di queste tre persone residenti in provincia di Napoli.