Malattie delle Tartarughe d’Acqua, sintomi e patologie per capire se sta male

Malattie delle Tartarughe d'Acqua, sintomi e patologie per capire se sta male

Le nostre tartarughe d’acqua sono rettili estremamente complessi, esseri viventi di cui dovremmo prenderci cura, sfamare e non solo sollazzarci alla loro vista. Se vogliamo essere dei padroni esemplari per il nostro amico a quattro zampe acquatico/terraiolo, dovremo anche imparare a riconoscere sintomi di malattie e patologie, capendo quando l’animale soffre e sta male.


Innanzitutto parleremmo in generale di un check-up di routine che possiamo fare alla nostra tartaruga d’acqua e poi entreremo un po’ nel dettaglio di particolari patologie e malattie cui dovremo prestare particolare attenzione. Prevenire è meglio che curare ed accorgersi sovente di qualcosa che non va può salvare la vita al nostro amico.

La prima cosa da fare è prendere in mano la tartaruga e verificarne lo stato di salute, ovvero se riesce a reggersi in piedi da sola sui quattro arti o evidenzia difficoltà a camminare oppure si ritrae nella corazza. Le tartarughe sane, infatti, si ritraggono subito nella corazza appena sentono di essere toccate perché si sentono in pericolo: se la vostra tartaruga non dovesse agire in questo modo, restando inerme e con gli occhi chiusi, probabilmente c’è un malessere ed un’apatia che occorre indagare.

Possiamo seguitare al nostro anfibio anche un altro test specifico. Messa sul dorso, la tartaruga sana riesce a rimettersi dritta muovendosi con vitalità: in caso contrario potrebbero esserci dei problemi.

Anche nell’acqua è possibile verificare anomalie del comportamento animale: se il galleggiamento è lineare non ci sono problemi, ma se appare inclinato allora la tartaruga marina potrebbe comportarsi in questo modo a causa di un problema intestinale ovvero respiratorio. Preoccupazione simile deve esserci nel caso la tartaruga sia restia ad entrare proprio in acqua e passare molto tempo fuori.

Una volta presa in mano possiamo valutare il benessere del carapace cercando potenziali lesioni o lacerazioni ed è opportuno porre particolare attenzione alla testa: se questa è sempre deviata da un lato, oppure viene spesso roteata, può essere indice di una lesione cerebrale.

Per quanto concerne la salute dell’apparato respiratorio, anche in questo caso l’analisi visiva ci consente un primo approccio, fermo restando il ricorso sempre ad uno specialista in caso di sintomi molto gravi: un collo sempre esteso e la tendenza a respirare con la bocca aperta e spalancata può indicare una patologia respiratoria in atto. La presenza di espettorato, muco purulente da naso, bocca e occhi indica solitamente un’infezione respiratoria da trattare.

Come già detto, occorre prendere in mano la nostra tartaruga ed analizzarla in modo profondo soprattutto se sospettiamo che qualcosa non vada. La pelle e la corazza non devono palesare alterazioni di colore ovvero lacerazioni o un patina grigiastra: segnali da non confondere con temporanei problemi ed indicativi di un allarme vero e proprio. Il carapace è il primo scudo della tartaruga ed è determinante per tanti motivi.

Se notiamo uno o più di questi segnali, rivolgiamoci subito al medico di fiducia, magari un esperto nella cura di questi rettili.

 

Sintomi e Cure

Ecco un elenco non esaustivo di alcune delle patologie più comuni alle tartarughe marine comprensivo di sintomatologia ed eventuali terapie curative, fermo restando il ricordo tassativo ad un medico veterinario prima della somministrazione che confermi diagnosi e protocollo terapico.

  • Danni Alla vista. Causati spesso dal congelamento durante il letargo, spesso la tartaruga cammina in circolo, sbatte contro gli oggetti, rifiuta di nutrirsi e non cammina.
    • Cura: Occorre alimentare forzatamente il rettile perché la disidratazione è un pericolo costante. Di solito si utilizza il Ringer lattato somministrato per via orale con posologia pari al 5% del peso corporeo nei casi più gravi. Altre volte la vitamina A ha avuto effetto sui danni alla retina o nei casi di cataratta al cristallino. Occorrono cure e la diagnosi di un veterinario esperto.
  • Occhi Gonfi. Possono indicare infezioni o debolezza, ma spesso sono causate da trascuratezza dell’allevatore e di una scarsità d’acqua nella quale immergersi. A volte possono indicare bassa vitamina A, ma occorre il parere di un medico.
  • Ascessi alle Orecchie. Si notano particolari rifgonfiamenti ai lati della testa e la tartaruga rifiuta di nutrirsi.
    • Cura: intervento chirurgico per rimuovere l’ascesso. Senza questo, l’animale può anche morire a causa della propagazione dell’infezione, oltre a subire dolori lancinanti. Possono localizzarsi anche in altre parti del corpo. I tumori sono assai rari, spesso si tratta di ascessi o cisti da rimuovere e/o trattare da parte di un veterinario.
  • Polmonite. Molto grave, spesso viene scambiata per un comune raffreddore. La tartaruga presenta muco e ipersalivazione, a volte spuma dalla bocca. Come abbiamo accennato, la tartaruga avrà difficoltà respiratorie e stenderà il collo cercando aria respirando a bocca aperta. Dopo questa fase segue collasso e morte, quindi occorre agire repentinamente. Non somministrate voi antibiotici perché l’effetto potrebbe essere devastante, ma rivolgetevi ad un esperto.
  • Stomatiti. Un problema serio per le tartarughe d’acqua è l’infezione batterica e raramente virale a carico della bocca. I sintomi sono salivazione eccessiva, rifiuto di nutrirsi e, aprendo la bocca del rettile, vedremo un deposito di materiale caseoso giallastro, oltre alla possibilità di rilevare un colorito rosso porpora a carico di gengive e lingua con potenziali macchie di sangue.
    • Cura: Serve l’intervento di un veterinario esperto che valuti le condizioni, rimuova il residuo presente nella bocca del rettile e vi rilasci una cura. La stomatite, se non curata può favorire infezioni opportunistiche come la polmonite e provocare la morte del rettile.
  • Ferite. Durante il letargo i predatori come i topi cercano di attaccare la tartaruga e possono provocare ferite e lacerazioni.
    • Cura: Pulite la ferita con Betadine diluito al 50% con acqua e portate la tartaruga dal veterinario per la profilassi antibiotica. Tenete gli animali in casa fin quando non guariscono altrimenti larve ed altri parassiti possono insinuarsi nella ferita. Nel caso rimuoverli con una soluzione antisettica.
  • Vomito o Rigurgito. Se la tartaruga vomita o rigurgita occorre attenzione. Le cause possibili sono molteplici, dalla presenza di un parassità, alle temperature troppo basse che hanno disattivato l’enzima della digestione, ovvero sostanze tossiche, setticemia o batteriocemia, ovvero una nutrizione forzata. Occorre comprendere la causa e vedere se la cosa è temporanea oppure prosegue.
  • R.N.S. (Runny Nose Sindrome) Naso che cola. Se la vostra tartaruga ha il naso che cola e si rifiuta di mangiare occorre attenzione.
    • Cura: se avete altri animali ponetelo in quarantena, al caldo e in un luogo arieggiato. Se non passa occorre l’intervento del veterinario ed una terapia antibiotica adatta al batterio o agli organismi micoplasma coinvolti.
  • Itterizia. Di solito la causa è riportabile ad un’alimentazione sbagliata con la tartaruga che si rifiuta di mangiare, si nasconde e tende a sotterrarsi. Se aprite la bocca si possono trovare le solite chiazze giallastre su mucosa e lingua tipiche dell’ittero.
    • Cura: Occorre la diagnosi del medico. Idratate la tartaruga con molta acqua e una piccola punta di glucosio.
  • Dermatiti necrotiche. Se dalla corazza cola un liquido misto sangue e gli scudi assumono un colore rossiccio, questo può essere il segno di un’infezione a carico del derma.
    • Cura: occorre la diagnosi e l’intervento del veterinario altrimenti per la tartaruga può esserci una conclusione nefasta. Il medico vi rilascerà antibiotici ed indicherà di dare un’igiene accurata al vostro rettile utilizzando Betadine ed applicando l’antibiotico anche localmente. A volte è necessaria la rimozione nei casi più gravi.
  • Anemia. I sintomi sono mucose pallide, debolezza del rettile e svogliatezza.
    • Cura: spesso è correlata questa situazione a dei parassiti o gravi problemi epatici o renali. Occorre l’intervento del veterinario esperto in rettili per salvare l’animale.
  • Cloaciti. Dalla coda del rettile fuoriesce una perdita sgradevole e con un odore puzzolente.
    • Il veterinario, dopo aver diagnosticato l’infezione, si adopererà per i protocolli necessari.
  • Diarrea. Di solito è caratterizzata dalla presenza di parassiti ed occorre far analizzare le feci al veterinario. Tenere l’animale al caldo.
  • Parassiti. Oltre alla diarrea di cui abbiamo parlato, spesso l’animale urina un liquido denso che odora di ammoniaca. Occorre l’intervento del veterinario che utilizza un particolare medicinale e serve un approccio repentino altrimenti la tartaruga potrebbe manifestare problemi irreparabili ai reni e danni sistemici. Mai dare un vermifugo destinato a cani o gatti alle vostre tartarughe!
  • Setticemia. I sintomi sono debolezza, vomito, collasso, svenimento e finanche delirio. Collegata ad infezioni o alle dermatiti croniche o agli ascessi, questa condizione è particolarmente grave ed occorre l’intervento urgente del veterinario per salvare la vita della vostra tartaruga.