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Marijuana Legale Cannabis Light. Stop all’Emendamento. La Situazione della Canapa in Italia rimane Critica

Marijuana Legale Light Cannabis. Stop all'Emendamento. La Situazione della Canapa in Italia rimane Critica

Nel mezzo della discussione della manovra che è ora al vaglio del Senato, c’è stato lo stralcio particolarmente sentito di un emendamento riferito alla Cannabis Legale o Light che dir si voglia. La presidentessa del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha ritenuto tutte le normi riferibili alla materia legata alla “Marijuana legale e alle coltivazioni della Canapa in Italia” estranee all’oggetto della discussione, ovvero alla manovra cui gli emendamenti si legavano.

In particolar modo, oggetto del contendere, era l’emendamento che liberalizzava totalmente la cannabis light promosso e proposto dai senatori pentastellati Mollame e Mantero.

All’interno della norma redatta dai due grillini, si prevedeva sostanzialmente la legalizzazione della cannabis in qualsiasi forma venisse prodotta, commercializzata e utilizzata (essiccata, fresca, trinciata, pellettizzata a fini industriali, commerciali ed energetici) sempre che il contenuto della sostanza “drogante”, il principio attivo THC (il famoso tetraidrocannabinolo) fosse naturalmente inferiore alla soglia stabilita pari allo 0,5%.

In tal modo i pentastellati volevano mettere un punto agli accadimenti nel settore economico, agricolo e commerciale accaduti in alcune zone d’Italia, dove la magistratura, interpretando le norme in vigore e riportando zone lacunose della nostra normativa nazionale in materia, aveva predisposto il sequestro di alcune attività e richiamato il Parlamento a legiferare in tal senso.

 

Lo Stralcio

Dopo lo stralcio dell’emendamento, dunque, la situazione rimarrà allo status quo, nel limbo di alcune mancanze e fraintendimenti interpretativi causati dall’assenza di una vera e propria normativa al riguardo che finalmente decida e normi se e come si possa produrre, commercializzare e trasformare la canapa e tutti i suoi derivati. Fermo restando la situazione attuale, invece, la cannabis light continuerà a rimanere un oggetto misterioso e controverso oltre ad avere pesanti limitazioni che potranno, un domani, ingenerare un danno economico e patrimoniale in tutti quelli che stanno investendo nella distribuzione e nella produzione agricola (diversi agricoltori hanno convertito gran parte dei terreni destinati proprio alla canapa light).

Matteo Mantero, primo firmatario di questo emendamento, ha rivolto pesanti accuse alla Presidentessa, rea secondo lui di aver travalicato il proprio ruolo e fatto “una scelta politica cedendo al pressing di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega“.

La minoranza in Senato composta dalla coalizione di centro-destra, infatti, ha esultato al momento dello stralcio con l’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini che aveva definito questo tentativo di legalizzazione della cannabis light senza mezzi termini quale “spaccio di Stato”.

La Presidentessa Casellati ha replicato alle accuse dei Pentastellati parlando di “valutazione prettamente tecnica scevra da condizionamenti politici” e in un certo senso ha risposto piccata quando ha rivolto un accorato consiglio ai relatori dell’emendamento:

Se ritenete questa misura importante per la maggioranza, fatevi un disegno di Legge.

In un certo senso la Casellati, vista anche l’importanza e la sensibilità dell’opinione pubblica sulla materia, ha espresso un chiaro riferimento al fatto che l’esecutivo M5S-PD insieme al Premier Conte, abbiano la possibilità di discutere un Disegno di Legge che normi questa situazione.

 

L’accusa

Mantero, punto nel fulcro del suo lavoro orientato a normare la cannabis light, ha avuto parole molto dure dopo quanto accaduto in Senato acclarando anche una situazione critica in Italia per molti agricoltori e commercianti che hanno investito in questo tipo di business e si trovano ancora a non sapere se sussistano rischi sia di tipo civile (perdita dell’investimento, sanzioni amministrative, etc.) e finanche di tipo penale nel peggiore dei casi.

Qui l’unica follia è equiparare la cannabis light alla droga: è come sostenere che ci si può ubriacare con la birra analcolica. Per colpa dell’ignoranza di alcuni politici dell’opposizione, 12mila agricoltori e commercianti torneranno a vivere l’incubo della chiusura delle loro attività.

Rivolgendosi poi anche ai partiti di destra, Mantero ha lanciato altri strali richiamando secondo lui il paradosso della filosofia alla base di questi organi politici:

Se fossero davvero tali, approverebbero una norma che rilancerebbe l’agricoltura italiana. Invece hanno scelto di fare un regalo alle aziende estere.

 

La Situazione in Italia

Per quanto riguarda l’economia italiana, l’argomento in questione, oltre a essere lungi da una definizione, resta davvero importante perché le imprese (produttori, commercianti, trasformatori, etc.) che operano nella cannabis light sono quasi 3mila e in trend positivo.

Per i conti pubblici l’accisa derivante dalle vendite di questo tipo di prodotto porterebbe nelle casse dello Stato all’incirca 500 milioni di euro l’anno. Al di là delle opinioni politiche, morali e pubbliche di ognuno di noi, resta da capire cosa voglia fare il Governo al riguardo perché il tema è caldo oramai da anni e resta sulla graticola delle varie correnti politiche mentre alcuni cittadini italiani investono di tasca propria.