Mario Draghi Ha Deciso: Taglio dei Tassi e Quantitative easing (Qe). Le Parole del Governatore Italiano

Mario Draghi Ha Deciso: Taglio dei Tassi e Quantitative easing (Qe). Le Parole del Governatore Italiano

A Francoforte si è tenuto oggi l’ultimo consiglio direttivo presieduto dal Governatore italiano uscente Mario Draghi. Il grande economista, cui il nostro paese deve moltissimo, non ha di certo deluso le aspettative tagliando i tassi d’interesse come auspicato ed annunciando una nuova campagna di acquisti per obbligazioni di debito degli Stati membri, il cosiddetto Quantitative easing.


Chi si attendeva soluzioni border line, come l’helicopter money, ossia trasferimenti diretti ai cittadini europei per sostenere l’inflazione, è rimasto invece deluso. Per quanto concerne il Quantitative easing, Draghi ha confermato l’azione di acquisto di bond per un controvalore pari a 20 miliardi di euro ogni mese a partire da novembre: la soluzione durerà fin quando la BCE non deciderà di alzare di nuovo i tassi, tracciando un solco strategico duraturo e fortemente impulsivo nei confronti dell’economia europea.

Come dicevamo, la BCE ha adottato anche misure riguardo ai tassi d’interesse, secondo questo schema:

  • Tasso sui depositi a -0,50% (da -0,40%).
  • Tasso principale: 0% (invariato).
  • Tasso sui prestiti marginali: 0,25% (invariato).

Oltre a questo, la BCE ha emesso un nuovo maxi prestito con beneficiari le banche dell’Eurozona e allungando la scadenza da due a tre anni, preannunciando tassi più bassi per le banche che investono e prestano denaro ai cittadini ed alle imprese sopra una certa soglia.

Nessun accenno al tiering, ovvero l’applicazione dello 0% su multipli del MRR (Minimum Retention Requirement, i depositi minimi obbligatori presso la Banche Centrale) dei depositi delle banche presso la BCE, a dispetto di quanto paventato da alcuni che prevedevano anche il “full tiering”. Almeno per ora.

Draghi ha utilizzato anche l’arma non convenzionale della “forward guidance” comunicando agli stakeholder che i tassi d’interesse chiave della BCE rimarranno tali ovvero inferiori fino a quando l’inflazione non raggiungerà livelli ottimali, vicini al 2% previsto come outlook.

Le decisioni della BCE stanno influenzando ancor più positivamente di quanto accaduto nei giorni scorsi, nell’attesa di questi annunci, tutti i bond europei, compreso il BTp decennale italiano che ha raggiunto l’ennesimo minimo storico, allo 0,75% per poi ritracciare allo 0,81% ed in questo momento attestarsi a 0,85%.

Lo spread tra BTp e Bund, ossia tra i rendimenti dei titoli decennali italiani comparati a quelli similari tedeschi, è sceso anche a 139 punti base, per la prima volta da maggio 2018. In questo momento lo Spread BTp-Bund si attesta a 140 punti base, ma la spinta al ribasso è veramente importante, in doppia cifra: -10,12%.

Ecco uno stralcio delle parole di Mario Draghi:

Il pacchetto di misure orchestrate dalla BCE riflettono un’inflazione ancora al di sotto dell’obiettivo ottimale del 2% ed in tale ottica vanno lette e giustificate. Le informazioni che arrivano dall’economia indicano debolezza nell’Eurozona ed una certa inerzia difficile da contrastare, con importanti rischi al ribasso ed un’inflazione debole.

La BCE, infatti, nell’optare per questa strategia decisionale non lo ha fatto di certo per contrastare ovvero ostacolare le altre economie, come spesso ci biasima Trump, ma lo ha fatto tentando di rialzare la testa di un’Europa nella quale la situazione sta precipitando. Le stime di crescita nell’Eurozona, infatti, sono state abbassate a 1,1% di media per questo 2019 e a solo 1,2% per il 2020 confermando il valore di outlook per il 2021: +1,4%.

Visto quanto sta accadendo in Germania, con il treno d’Europa ai margini della recessione tecnica e sospinto dalla pressione di Draghi ad investire di più in questo momento, a dispetto dell’austerity e dei vincoli di bilancio, queste soluzioni cadono proprio a pennello, ma non basteranno se i paesi non reagiranno al contesto.

La BCE ha anche abbassato le stime d’inflazione prevista nell’eurozona allungando il lasso temporale nel quale si prevedono riflessi ed effetti reali anche grazie al Qe ed al taglio dei tassi:

  • Inflazione 2019: +1,1%.
  • Inflazione 2020: +1%.
  • Inflazione 2021: +1,5%.

A risposta di chi vedeva in un nuovo Qe l’impossibilità di applicabilità, dato che i margini sul debito tedesco, la principale economia europea, sono ristretti (c’è il vincono di non superare il 30%), Mario Draghi ha voluto sottolineare che:

Nel consiglio direttivo della BCE non c’è stato alcun desiderio di cambiare i limiti ai bond acquistabili con il Qe per ciascun Paese perché sussiste sufficiente spazio di manovra per condurre la strategia di acquisti annunciata. Il pacchetto di misure è adeguato per rinsaldare le aspettative d’inflazione.

Draghi ha, come anticipato, espresso una certa sottolineatura sui Paesi (in primis la Germania) che possono investire e fare deficit, dato lo spazio sui conti pubblici, forzando un po’ a dispetto dei conti pubblici. Dall’altra parte, per quelli che hanno un alto debito, compresa l’Italia, la politica dovrebbe restare un po’ più prudente.

I Paesi che hanno spazio di manovra sul fronte dei conti pubblici dovrebbero utilizzarlo in maniera efficace e tempestiva al fine di affrontare questa situazione economica negativa, mentre quelli che hanno un debito più alto dovrebbero mantenere una politica di bilancio “prudente”.