Mercoledì Positivo a Piazza Affari. Lo Spread Scende in Ottica BCE. Male FCA. Bene Ferrari, STM e Technogym

Mercoledì Positivo a Piazza Affari. Lo Spread Scende in Ottica BCE. Male FCA. Bene Ferrari, STM e Technogym

Giornata ancora interlocutoria per le piazze europee compresa Piazza Affari che comunque termina positiva con un rialzo frazionale. L’attesa è tutta per domani: le decisioni che arriveranno dal Governatore della BCE Mario Draghi sono fondamentali. Gli operatori istituzionali, considerati i rumors delle decisioni possibili ed il ventaglio di soluzioni e strumenti, hanno già puntato sulla politica espansiva, come dimostrato dallo spread.

Il differenziale tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi, presi a riferimento, scende oggi a 155 punti base (-2,1%). I rendimenti dei decennali italiani tornano sotto il punto percentuale, a 0,98%. Se domani la BCE dovesse confermare le aspettative, lo spread potrebbe davvero crollare anche vicino ai 100 punti base, come da tanti auspicato.

L’agenzia Moody’s conferma il rating “Baa3” sul debito pubblico italiano e plaude al nuovo esecutivo con il leader Giuseppe Conte, lontano dai partiti, esponente di nessuno, ma con molto appeal sugli italiani (da quanto emerge dai sondaggi) che forse cercano una persona sola al comando in grado di tirarli fuori dal pantano in cui verte la situazione. Dopo il focus su Salvini, ora all’opposizione, è Conte il vero leader senza partito, molto lontano sia dal PD di Zingaretti, sia da un Di Maio molto silenzioso, segnale di qualcosa che non va. Nonostante questa buona notizia, la stessa Moody’s taglia le stime sulla crescita del Pil italiano nel 2019, abbassandolo allo 0,2% (prima era 0,4%); per il 2020 l’outlook parla di +0,5%: numeri che non fanno di certo stare allegri.

In mattinata il Tesoro ha collocato con successo il BOT (Buono Ordinario del Tesoro) a scadenza annuale per un controvalore pari a 6,5 miliardi di euro: considerato il mercato e la domanda, il Ministero è riuscito a collocarlo con un rendimento tornato negativo.

Alla chiusura delle contrattazioni di mercoledì 11 settembre, Piazza Affari presentava questi valori:

  • Indice FTSE Mib a 21.891 punti base: +0,10%.
  • Indice Italia FTSE Star: +1,21%.
  • Indice Italia FTSE All-Share: +0,16%.
  • Indice FTSE Italia Mid Cap: +0,62%.

Nellla seduta odierna l’indice FTSE è riuscito anche a passare la soglia dei 22.000 punti, ma non ha tenuto. Il controvalore degli scambi è stabile rispetto a quanto registrato ieri (2,68 miliardi contro 2,7): una cifra relativamente alta. Su 416 titoli trattati, 211 hanno chiuso in area positiva, 167 in quella negativa, mentre 38 azioni sono rimaste pressoché invariate.

Le altre borse europee sono andate molto meglio di Piazza Affari, tranne nel caso della Spagna, finita in negativo:

  • Parigi +0,44%.
  • Francoforte +0,74%.
  • Londra +0,96%.
  • Madrid -0,21%.

Nel mercato valutario, viste le prossime decisioni della BCE, l’euro s’indebolisce nei confronti di tutte le valute. Contro il biglietto verde la moneta unica scende a 1,1003$ (-0,34%), mentre contro la divisa nipponica resta stabile a 118,51 yen (-0,01%).

Nel mondo delle criptovalute, il Bitcoin (BTC) continua pericolosamente a scendere verso quota 10.000 dollari. Al momento il valore registrato dalla regina della Blockchain è 10.111,44$ (-0,99%). Male anche le altcoin: Ethereum perde -1,10% e scende a 178,10$, Ripple (XRP) perde -2,00% e quota 0,2541143$. Profondo rosso anche per tutte le altre, tranne Monero che guadagna +0,60% e sale di poco a 73,46$. Il market cap globale delle criptovalute, dunque, scende sotto i 260 miliardi di dollari a 259 circa con una BTC Dominance pari a 69,9% (Fonte: Coinmarketcap).

Bene le utility grazie al calo dello spread: Terna chiude a 5,61€ (+1,12%), Snam a 4,47€ (+0,18%) mentre il colosso energetico Enel, in controtendenza, perde -0,74% e si ferma a 6,44€.


Nel comparto bancario, i titoli subiscono una certa flessione, sempre in previsione delle decisioni BCE che potrebbero influenzare, e di molto, l’utile previsto di queste organizzazioni nel 2020, ovvero mettere il turbo in caso di full tiering (difficile, ma possibile):

  • Unicredit a 10,76€ (-1,25%).
  • Intesa Sanpaolo a 2,11€ (-0,73%).
  • Banco Bpm a 1,88€ (-2,34%).
  • BPER Banca a 3,46€ (-0,97%).
  • Ubi Banca a 2,44€ (-1,97%).
  • Creval a 0,065€ (+2,52%).
  • Monte dei Paschi di Siena (MPS) a 1,60€ (-0,12%).
  • Fineco Bank a 9,30€ (-2,25%).
  • Banca Mediolanum a 6,85€ (-0,44%).

Tra le commodities spicca il crollo del prezzo del petrolio, con le quotazioni che scendono verso il basso oltre i due punti percentuali mentre l’oro rialza la testa e torna a salire. Il metallo giallo quota 1.496,245$ all’oncia (+0,69%) ovvero 43,68€ al grammo (+1,02%). Il greggo con consegna immediata, invece vede i principali parametri segnare:

  • Indice Wti: 55,77$ al barile (-2,84%).
  • Indice Brent: 60,9$ al barile (-2,37%).

Di questo andamento ne hanno sofferto i titoli del settore petrolifero: Eni ha chiuso a 14,07€ (-0,20%), Saipem a 4,54€ (-0,61%) mentre Tenaris ha fatto peggio (10,32€, -0,86%).

Nel settore automobilistico spicca il ribasso di FCA. Fiat Chrysler Automobiles chiude a 12,41€ (-1,21%) dopo le dichiarazioni del numero uno Renault, Thierry Bolloré, a margine del salone dell’automobile di Francoforte. Gli stralci riportati da Repubblica paiono porre la pietra tombale sulla possibile fusione tra le due società in quanto la proposta di FCA risulta ritirata dal tavolo delle trattative.

Sale, invece, Ferrari, dopo il tonfo di ieri (quasi -6%). Il Cavallino Rampante torna a sprintare e raggiunge quota 138,85€ (+0,95%). Matteo Oddi, di Exante, segnala che il calo di ieri è fisiologico e dovuto a prese di beneficio massicce da parte degli investitori, visto il rally del titolo da inizio anno (+70%) ed il record siglato proprio a luglio (152,6€). Graficamente, analizzando il time frame giornaliero, il titolo Ferrari dimostra una fase di ritracciamento a partire dai massimi raggiunti a 152,6€: secondo l’analisti ora occorrerà capire se il supporto a 136,6 sarà rotto oppure resisterà. In caso venisse meno, l’altro valore da monitorare è il supporto a 129€, livello oltre il quale gli investitori torneranno ad acquistare probabilmente e far crescere di nuovo il valore in caso di estensione del pullback. Se, invece, sempre secondo l’esperto, le azioni Ferrari dovessero tornare resistere a quota 148,5€, allora si aprirebbero scenari migliori per un rilancio del record e la possibilità di toccare quota 160€.

La società operante nelle telecomunicazioni, la Telecom, recupera nella seduta odierna più di punto percentuale (+1,09%) e chiude a 0,5093€ dopo che gli analisti di JP Morgan hanno alzato il target prize sul titolo da 0.55€ a 0,69€ migliorando il giudizio da “neutrale” a “overweight”. Gli esperti hanno valutato positivamente il miglioramento della generazione di cassa da parte delle attività operative del gruppo.

Grande performance per STM, ancora una volta. La società operante nella produzione dei semiconduttori sale a 18,095€ (+3,99%) e continua la sua ascesa quasi inarrestabile. Il gruppo italofrancese ha beneficiato della presentazione da parte della Apple dei nuovi modelli iPhone, dato che l’azienda di Cupertino è il maggiore cliente di STM e pesa circa il 13% sull’intero fatturato (dati di bilancio del 2018).

Grande seduta per l’azienda produttrice di attrezzi ginnici con destinatari le palestre o privati. Technogym vola letteralmente a 9,78€ (+7,47%) dopo aver diffuso la sua nota semestrale. Gli analisti di Equita SIM, valutando i risultati ottenuti dal gruppo, hanno alzato il target prize sulla società fda 11,2€ a 12€ migliorando il giudizio e consigliando il “buy”. Gli esperti, nel modificare quest’orientamento, hanno anche valutato il crollo subito dal titolo negli ultimi sei mesi, passato dagli 11,6€ segnati a marzo ai 9,1€ di ieri.