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Multe Seggiolini Anti abbandono. Codacons Tutela gli Italiani e Altroconsumo Pone Dubbi sulla Conformità

Seggiolini Antiabbandono: da Domani Multe e Decurtazione Punti

Come molti italiani sanno, da poco è entrato in vigore l’obbligo di montare un dispositivo anti abbandono sui dispositivi di ritenuta cui affidiamo la vita dei nostri cari bambini seguitando le norme europee sulla mobilità e l’efficacia di strumenti a salvaguardia delle persone in caso di incidente.

L’Italia è stato il primo paese al mondo a varare una legge che ha modificato l’art. 172 del Codice della Strada prevedendo, oltre il seggiolino sul quale far sedere ed allacciare il bambino (o altro dispositivo a norma, come ovetti, navicelle, etc.), anche l’obbligatorierà di dotarsi di un dispositivo che segnali un eventuale abbandono del minore in auto sotto il sole.

Come descritto dal Decreto Attuativo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e divenuto efficace il 7 novembre, questi dispositivi possono essere integrati nelle auto anche come accessorio, ma comunque descritti nel libretto di omologazione, integrati nei seggiolini stessi (ed omologati con questi) oppure indipendenti e questi sono la maggior parte dei congegni per ora presenti sul mercato.

Come spesso accade e come ricorda anche Codacons, nella pagina descrittiva della questione, un provvedimento utile per i cittadini è divenuto quasi un caos, un pasticcio vero e proprio. Sia perché non si è fatta informazione adeguata, né chiarezza sui tempi di applicazione, sia perché chi ha dato il via libera al Decreto Attuativo non ha pensato che non c’erano i requisiti basilari perché gli italiani riuscissero a soddisfare l’obbligo. Tradotto: non c’erano e non ci sono abbastanza dispositivi sul mercato.

Inoltre, quelli che ci sono non si sa se siano a norma. Secondo un’altra associazione, Altroconsumo, non sembrano esserci sul mercato sinora prodotti realmente conformi al Decreto Attuativo e la questione diviene ancora più intricata e controversa.

Purtroppo nel Decreto Attuativo il controllo della conformità dei prodotti presenti sul mercato sarà fatto solo in una fase successiva dall’ente competente, la Direzione Generale della Motorizzazione civile e questo potrebbe creare difficoltà e danneggiare i consumatori finali, incolpevoli nell’affidarsi direttamente ad autocertificazioni di conformità redatte dai produttori.

Una questione semplice, una legge di civiltà, nonostante il fastidio di un obbligo che molti sentono come gravoso e inconsulto, sta divenendo davvero complicata nella sua fattualità e questo ha allarmato le associazioni. Se Altroconsumo si sta muovendo nella direzione diretta a tutela dei consumatori per fare chiarezza al riguardo, Codacons ha messo anche a disposizione un eventuale tutela legale nel caso di persone che subissero multe.

Multe che possono andare da un minimo di 81€ ad un massimo di 326€, con sanzioni accessorie che prevedono anche la decurtazione di 5 punti dalla patente e la sospensione di questa in caso di recidiva in 2 anni.

Multe che, come dice Codacons, non vanno pagate: a tal fine l’associazione mette a disposizione di tutti i cittadini che riceveranno una multa, una “Dichiarazione di esenzione da responsabilità in relazione al disposto di cui all’articolo 172 comma bis del Codice della Strada“. Grazie a questo strumento, basterà essere iscritti al Codacons ed in questa maniera contestare le contravvenzioni con la motivazione di “irreperibilità del prodotto sul mercato, circostanza che rende nulla ogni sanzione“.

Se, da una parte, esistono problematiche gravi sull’idoneità dei prodotti che alcuni italiani si sono affrettati ad acquistare, riempendo le casse delle società che li hanno promossi, dall’altra potrebbero esserci gravi danni e nocumenti patrimoniali a carico di italiani incolpevoli.

Se avete subito una multa per questo motivo, dunque, Codacons vi dà la possibilità di scaricare il modulo ed aderire all’iniziativa cliccando qui e seguendo le istruzioni descritte a schermo.

Basterà, come detto, essere associati Codacons. Se non lo siamo, possiamo diventarlo semplicemente versando 2,03€ tramite SMS (più costo SMS in base al proprio piano tariffario) al numero descritto nella pagina relativa all’iniziativa con il testo indicato “203 CODACONS 2018”.

Questi soldi saranno in parte destinati ad iniziative di beneficienza ed alle onlus descritte in fondo alla pagina stessa.

Per informazioni è disponibile anche il Numero Unico Codacons 892.007 (a pagamento) dove troveremo personale competente dell’associazione che saprà sicuramente aiutarci.

Proroga del Governo

Nel frattempo, come negli intendimenti della Ministra dei Trasporti De Micheli, si sta lavorando per inserire una proroga alle sanzioni riguardo l’obbligatorierà dei dispositivi anti abbandono posticipando l’obbligo al 1 marzo ovvero anche più tardi (il primo è un emendamento a firma PD, mentre il M5S vorrebbe un tempo superiore anche per consentire di risolvere le magagne sui dispositivi forse non a norma). Intendimento sottolineato anche sulla pagina stessa istituzionale del Ministero dei Trasporti, quindi qualcosa di vincolante nonostante si debba attendere anche la formalità (link e leggere in basso l’ultima F.A.Q.)

Oltre a questo, sarà inserita una moratoria che annulli tutte le contravvenzioni subite dai cittadini italiani in questo periodo e nel contempo uscirà un ulteriore Decreto nel quale saranno descritte le modalità di accesso al beneficio dei 30€ previsto per l’acquisto di ogni dispositivo anti abbandono.

Consigli

In conclusione, il consiglio migliore è sicuramente quello di aspettare. Chi è corso ad acquistare un dispositivo anti abbandono avvalendosi solamente di quanto affermato dai venditori o dai produttori, sicuramente lo ha fatto in buona fede, preso dall’ansia, ma rischia di ritrovarsi in mano un congegno inefficace, magari malfunzionante ovvero non a norma né conforme a quanto previsto dal Decreto Attuativo.

Confidare nelle autocertificazioni dei produttori, un paio di righe, non pone al riparo da ogni rischio, né limita il cittadino sulle eventuali responsabilità nell’agire in modo errato: il produttore potrà in futuro affermare di aver sbagliato in buona fede, ma, come ben sappiamo, il cittadino è sempre quello che paga per tutti.

Occorre aspettare che l’organo direttivo politico, ossia il Governo e la Direzione Generale della Motorizzazione in particolare come ente deputato al controllo dei prodotti anti abbandono ed alla loro conformità, agiscano velocemente e diano un nulla osta a questo o quell’altro dispositivo spiegando anche le ragioni alla base.

Dato che parliamo di un obbligo all’acquisto e considerata la questione sulla sicurezza, sarebbe bene cercare di convincere le persone ad un cambiamento culturale e non a comprare qualcosa per poi nemmeno utilizzarlo, come spesso accade anche per i seggiolini auto.