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Natale: Significato e Storia del 25 Dicembre tra Sacro e Profano. Auguri a Tutti i Nostri Lettori!

Natale: Significato e Storia del 25 Dicembre tra Sacro e Profano. Auguri a Tutti i Nostri Lettori!

 

Oggi, 25 dicembre, si festeggia il Natale e si tratta di un giorno di festa perché legato alla natività di Gesù Cristo, quindi correlato alla religione cristiano. Secondo solo alla Pasqua che celebra la resurrezione del Cristo, questa festa ha in realtà connotazioni ancora più antiche.

O meglio, prima della definizione di questa data, le antiche popolazioni che celebravano riti pagani, organizzavano delle feste proprio in questo periodo.

La prima volta che fu festeggiato il Natale dai Cristiani in questa data non è certo: il primo documento cui troviamo traccia di questo è il Cronografo del 354 dopo cristo che descrive tale festa storica e riporta la data del 336 d.C.

 

La Nascita di Gesù

A Natale, dunque, festeggiamo la nascita di Gesù e lo collochiamo all’interno della grotta o della capanna del famoso presepe, tra San Giuseppe, la Madonna, il Bue e l’Asinello (a volte c’è l’angelo sopra il luogo sacro dove avviene il miracolo della nascita).

Se leggiamo i Vangeli e il Nuovo Testamento biblico, non si indica mai direttamente una connotazione temporale e una data che riporti storicamente la nascita di Gesù e nemmeno un mese specifico o un periodo determinato dell’anno, fatto salvo il fatto che al tempo non esisteva ancora il calendario Giuliano-Gregoriano come noi lo conosciamo ora.

Gli antichi amanuensi, i veri storici di allora che tramandavano ciò che era ripetuto oralmente e lo codificavano trascrivendolo, segnarono la data con la quale noi abbiamo iniziato a computare l’attuale tempo, differente anche da altre culture (per altre popolazioni non siamo certamente nel terzo millennio perché si basano su computazioni diverse del tempo).

O meglio, un monaco chiamato Dionigi il Piccolo nel VI° secolo, mentre cercava di studiare e analizzare potenziali rivendicazioni in seno a una possibile data di nascita di Gesù Cristo, stimò la data che si discosta di uno o due anni rispetto alla datazione che danno i Padri della Chiesa sin dal II° e III° secolo.

I primi cristiani durante il IV° secolo d.C. cercarono di trovare una data simbolo durante l’anno in corso basandosi sul calendario e le proposte furono varie:

  • 18 Novembre.
  • 28 Marzo.
  • 20 Maggio.
  • Etc.

Alla fine scelsero il 25 dicembre in ragione di quanto accadeva nel passato per definire una soluzione di continuità con il profano e dare spazio alle sacre scritture emarginando gli antichi riti pagani. Come detto, molte erano le feste pagane, i riti, i sacrifici e altre ricorrenze celebrative che nell’allora Impero Romano si celebravano soprattutto alla fine di Dicembre.

Tra queste, c’era la festa denominata del “Sole Invitto” celebrata all’interno di un periodo di festività i cui giorni erano chiamati “Saturnali”.

 

I Saturnali

I saturnali, o Saturnalia come da antica lingua latina, erano giorni di celebrazioni racchiusi nel periodo dal 17 al 23 dicembre per onorare l’omonimo dio Saturno, corrispettivo della divinità greca Crono, il signore del tempo naturalmente.

Al pari di antiche feste che si sono trasformate nel tempo, ad esempio il Carnevale, durante questo periodo di tempo le regole sociali si ribaltavano: i padroni, per esempio, potevano anche servire i propri schiavi e molti erano i poeti e i cantori che narravano le gioie e la felicità spumeggiante in questo periodo dell’anno alla pari di quanto accade ora.

Se ci fossero dubbi sul reale parallelismo, a parte una correlazione temporale, la questione sullo scambio dei doni potrebbe dissiparli: il 19 dicembre, infatti, nel giorno del Sigillaria, i cittadini dell’Impero Romano avvezzi a questo culto, si scambiavano regali semplici e simbolici. Tassativamente doni che rappresentavano la festa stessa e non cose di valore per non far decadere lo spirito insito dello “scambio dei ruoli” che tra l’altro era poi temporaneo. I bambini erano al centro della stessa festa perchè in questo giorno specifico ricevevano i Sigilla, delle statuette di pasta dolce che avevano forme e sembianze di bambole e animali con le quali giocare e poi nutrirsi.

 

Il 25 Dicembre

La storia del 25 dicembre e della festività che oggi conosciamo parte in principio da quanto accadeva in passato e di cui abbiamo riportato una sintesi fondamentale invitandovi a documentarvi più approfonditamente se interessati. Vediamo perché si scelse questa data significativa.

Alla fine del III° secolo d.C. nel calendario civile romano il 25 dicembre era indicato quale solstizio d’inverno, ovveor il giorno più corto dell’anno, dal quale poi le giornate si sarebbero allungate (per quanto concerne ciò che accade nell’emisfero boreale, appannaggio di tutte le popolazioni e le culture rappresentate sul territorio).

I romani, dunque, festeggiavano questo giorno perché simbolo di rinascita e legato alle divinità solari: avevano scelto di celebrare in queste 24 ore simboliche tutti gli dei legati al Sole e rappresentanti le differenti culture assoggettate alla potenza dell’Impero arrivato fino ai confini del mondo allora conosciuto in Europa.

Il 25 dicembre, infatti, si festeggiava il dio del Sole invitto che riuniva, anche per una questione pragmatica (la religione, gli usi e le culture dei popoli assoggettati erano tutelate e non cancellate proprio per cercare anche di gestire un impero vastissimo con risorse comunque limitate e non ingenerare malumori nei popoli conquistati) il dio greco Helios, quello siriano El-Gabal e il persiano Mitra.

Come detto, i romani utilizzavano le religioni e le culture dei popoli assoggettati anche per riuscire a gestire la transizione derivante dall’annessione all’Impero. Il giorno del Sole Invitto era forse il simbolo di una convergenza delle varie culture e fedi religiose in un unico solo credo, il che più lo avvicinava alla connotazione del monoteismo e anche per questo fu scelto dai cristiani.

Il 25 dicembre i Cristiani scelsero questo giorno anche per proseguire un certo sentiment e una tendenza già definita in seno all’impero, ovvero quella di convergere gradualmente tutti i credi e le religioni sotto un’unica fede. In questa maniera i Cristiani vollero anche dare un segnale di disponibilità e di accoglienza a chi volesse convertirsi, cercando di convincerli della bontà della religione che rappresentavano.

Coloro che professavano un’altra religione, dunque, non avrebbero perso il loro giorno tipico di festa e avrebbero abbracciato il vero e unico dio, riconoscendo Gesù in questo modo e accettandolo come espressione vera della forma che più di tutti ha sempre caratterizzato tutte le varie religioni del nostro pianeta: il Sole.

 

Altre Tradizioni: Albero di Natale, Babbo Natale e Fuochi d’Artificio

Oltre la sua storia e alla diffusione del Cristianesimo come religione più professata al mondo, il Natale si è arricchito, probabilmente anche in ragione degli stessi motivi spiegati, di altre tradizioni che erano comunque legate al solstizio d’inverno.

Tra queste, fare l’albero di Natale deriva dalla tradizione germanica della Yule, una festa celebrata in seno a quei territori e comunque diffusa in tutto il nord europa, dato che nelle lingue scandinave questo periodo natalizio ha una diretta connotazione semantica (“jul” in svedese, danese e norvegese, “Jól” islandese).

In alcuni paesi era tradizione accendere fuochi e falò in questo periodo dell’anno proprio per dare spazio alla gioia e alla felicità legata al solstizio: tale usanza si è riflessa nelle nostre festività moderne anche se legate maggiormente al Capodanno.

La figura dell’anziano signore vestito di rosso con la splendida barba bianca e la slitta trainata da renne che porta i doni ai bambini più bravi scendendo dai camini nella notte di Natale, è invece un tantino più complicata. Babbo Natale nasce, come oramai quasi tutti sano, dall’antica figura di San Nicola di Bari, il santo nato in Turchia, nella città di Myra dove era vescovo e le cui spoglie sono state condotte a Bari dopo la morte.

La festa di San Nicola si celebra il 6 dicembre e si è sempre correlata questa figura santa all’idea di doni, regali e carezze rivolte dal mondo adulto ai bambini. Nel tempo la tradizione ha travalicato i confini del continente: dal Sinterklaas olandese, i conquistatori del nuovo mondo, quello americano, portarono con loro quest’usanza nella colonia di New Amsterdam, l’attuale New York. Lì nacque Santa Claus.

Dopo che gli americani aiutarono l’Europa a salvarsi dallo spauracchio del dominio nazista, la cultura oltreoceano si diffuse su tutto il territorio del Vecchio Continente e divenne d’uso comune pensare a Santa Claus come colui che porta i doni ai bambini. Babbo Natale dunque.

 

Tanti Auguri di Buon Natale a Tutti i Nostri Lettori e alle Loro Famiglie!