Home Lavoro Nissan Chiude Fabbrica a Barcellona. I Tanti Lavoratori Rimasti Senza Occupazione Protestano

Nissan Chiude Fabbrica a Barcellona. I Tanti Lavoratori Rimasti Senza Occupazione Protestano

Nissan Chiude Fabbrica a Barcellona. I Tanti Lavoratori Rimasti Senza Occupazione Protestano

La Spagna, dopo l’Italia, è il paese nel quale la crisi economica sta mordendo di più e rischia di sfociare nell’aumento di poveri e della disuguaglianza sociale, tra coloro che possono e coloro che, invece, non hanno nemmeno un lavoro.

In attesa della proposta fatta dalla Commissione Europea del nuovo Recovery Fund, con i soldi che arriveranno per l’Italia e per la Spagna in modo da fronteggiare il disastro economico in loco, quel che sta accadendo nella penisola iberica è quanto purtroppo inizieremo a vedere anche da noi.

Nissan Chiude a Barcellona

La multinazionale Nissan ha deciso di chiudere lo stabilimento, la fabbrica, a Barcellona e questo rischia di lasciare senza lavoro addirittura 3mila persone che con le loro famiglie si troveranno in difficoltà nel prossimo futuro.

L’annuncio è stato dato dal Governo Spagnolo che si è rivolto alla cittadinanza della catalogna sottolineando di non esser riuscito a convincere i giapponesi per il mantenimento dell’impianto attivo.

Nissan già da inizio anno prevedeva di chiudere quell’impianto e la crisi del mercato automobilistico derivante dalla pandemia, di certo ha accelerato una decisione figlia di inefficienza economica e finanziaria. Dopo quasi dieci anni, Nissan ha infatti chiuso il bilancio in rosso e quest’evento ha scosso i dirigenti dell’alleato di Renault che hanno monitorato un indebolimento della domanda potenziale. Domanda ridottasi ancor di più a causa del coronavirus.

Nel bilancio chiuso a marzo dal colosso nipponico, per quanto riguarda la divisione iberica, la perdita è stata di 6,2 miliardi di dollari, ritenuta insostenibile e ancor di più in ragione delle prospettive future per l’automotive, non certo rosee.

La Protesta e l’Occupazione

Appena dopo il comunicato, gli operai e gli addetti, nonché gli impiegati di Nissan a Barcellona hanno iniziato a manifestare contro questa decisione, occupando il complesso e bruciando i copertoni per sostenere tutto il loro dissenso.

La protesta rischia di montar ancor di più in un territorio, quello della catalogna, già al centro di movimentismo e richiesta d’indipendentismo da parte delle realtà locali: l’addio di Nissan potrebbe essere visto e strumentalizzato a tal fine quale incapacità del Governo Centrale nel dare risposte e tutele al popolo.

Per quanto riguarda questi 3mila lavoratori, questo è l’atto più triste e tutti speriamo che possa accadere qualcosa, ma il futuro appare incerto in Spagna, alla pari di quanto sta accadendo e probabilmente accadrà anche in Italia.