Nuova Autocertificazione (La Quarta). L’Italia che non Va e non Vuole Cambiare nemmeno in Emergenza

Nuova Autocertificazione (La Quinta). L'Italia che non Va e non Vuole Cambiare nemmeno in Emergenza

Così come anticipato dal noto giornalista Nicola Porro attraverso i suoi canali social, se a qualcuno fosse sfuggito, visto il tourbillon a cui oramai siamo assuefatti, soggiogati dalla paura di contagio da Coronavirus con la comunicazione scelta da governatori e sindaci che punta proprio su questa componente, è in arrivo il quinto modulo di autocertificazione per gli spostamenti.

Le Autocertificazioni: Burocracy

In pochissimi giorni, tra Decreti, DPCM, orpelli vari, intese e qualsiasi altro elemento burocratico, il cittadino italiano che ha bisogno di fare la spesa, di acquistare il tabacco, il giornale (seppur si reputi necessario leggere ancora) o qualsiasi altra attività di lavoro o di salute improrogabile e indifferibile, ha dovuto scaricare, compilare e stampare già quattro diversi moduli.

Con tutte le criticità del caso, dato che non tutti hanno a disposizione una stampante funzionante con carta e inchiostro, è difficile se non impossibile procurarselo e gli anziani non utilizzano e magari non hanno nemmeno un personal computer, uno smartphone o non capiscono cosa devono fare.

Quarto modulo, dunque, che viene presentato dal Capo della Polizia Franco Gabrielli, ma che ancora purtroppo non c’è fisicamente (ve ne daremo conto non appena sarà disponibile al download come facciamo sempre).

Buonsenso vs Caos

E’ vero, le autorità possono applicare il buon senso, possono procurare alle persone il modulo e farglielo compilare seduta stante, le persone possono scriversi l’autocertificazione di proprio pugno se non hanno una stampante funzionante (questo non è scritto, ma si spera sia possibile ed è stato detto da vari funzionari), ma la burocrazia è lo stesso male per il quale dopo giorni, come ricorda sempre anche Porro, nessuno ha visto un euro dei 25 miliardi impegnati dal Governo.


Governo che si è impegnato per altri 25 miliardi mentre ancora non sono arrivati i precedenti, né si è capito quanti realmente arriveranno, né quando, con la situazione economico-sociale che potrebbe presto scoppiare, insieme al pericolo di tutto quanto connesso.

Ricordiamo che è verissimo, dobbiamo stare a casa e la quarantena imposta, ossia gli arresti domiciliari, come ricorda il viceDirettore de Il Giornale, sono il vero punto della situazione, la genesi di quanto sta accadendo e probabilmente il sogno che si avvera di chi spera in determinate ideologie, non comprendendo le ripercussioni negative che ci saranno nel futuro.

Italiani Ligi al Dovere

E’ verissimo che dobbiamo stare a casa, ma a quanto appurato, il 95% degli italiani sta seguendo pedissequamente i dettami e la regola, al di là della burocrazia e dei moduli. Lo sta facendo, ma sembra non bastare perché serve anche una strategia di screening, i tamponi o finanche i test rapidi per la ricerca degli anticorpi di cui le Marche si stanno attrezzando, ma ci sono vari ambulatori privati che vorrebbero dare questa possibilità.

Per isolare la malattia occorre identificare ogni singolo focolaio o quanto meno quelli presenti potenzialmente anche nelle case di chi sta agli arresti, volontari, domiciliari o sanitari, chiamiamoli come volete.

La paura del contagio non combatte il virus, la scienza si. Anche da questo punto di vista, però, viste le varie sperimentazioni in atto e l’assenza di una risposta e di una linea condivisa e condivisibile pare si vada a tentoni, ma si spera sia solo un sentore figlio della confusione e non la realtà perché anche coloro che rischiano la vita tutti i giorni, medici e infermieri sempre a contatto con SARS-Cov-2, come stanno anche iniziando a dire, non meritano quel che sta accadendo.