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Nuovo Bonus Ristrutturazione Case e Ammodernamento. Detrazioni al 110%. Grande Impulso allo Studio nel Decreto Maggio

Nuovo Bonus Ristrutturazione Case e Ammodernamento. Detrazioni al 110%. Grande Impulso allo Studio nel Decreto Maggio

Placata, per il momento, l’emergenza sanitaria, o meglio, consolidatasi la situazione, c’è un’emergenza economica da affrontare e il Governo Italiano sta pensando di inserire delle misure straordinarie di stimolo all’economia e ai consumi, ossia alle attività.

Nuovo Bonus e Detrazione al 110%

Come ben sappiamo gli italiani sono molto legati al culto della casa e negli anni passati, per stimolare l’edilizia privata, si sono sfruttati incentivi come detrazioni fiscali caratterizzata da un’alta percentuale rispetto a quanto stabilito dalla legge ordinaria (il 36%).

Ora l’esecutivo sta pensando d’inserire nel Decreto Maggio qualcosa in più: una detrazione del 110% (superiore alla somma spesa dunque n.d.r.) per lavori e opere di ristrutturazione finalizzati al risparmio energetico, nonché l’ammodernamento di edifici e appartamenti anche in ottica antisismica.

Per farla breve, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, starebbe spingendo per inserire questo nuovo impulso all’edilizia privata nel Decreto di Maggio, ex Aprile, in lavorazione.

Semplicemente, al di là dell’effettiva applicazione di questa volontà (la qual cosa, tra burocrazia e difficoltà fa purtroppo tutta la differenza di questo mondo, come abbiamo potuto verificare finora n.d.r.), sarà possibile per i cittadini italiani pagare interventi di riqualificazione sismica o energetica che praticamente potrebbero avere costo pari a zero e addirittura un “guadagno” fiscale del 10%.

Grazie al credito d’imposta pari al 110% di quanto speso per pagare le imprese che faranno i lavori, tra il primo luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, i cittadini potranno ritrovarsi una casa moderna guadagnandoci anche.

Un esempio chiarirà il tutto. Se passerà questo Bonus, al di là delle regole che saranno sicuramente imposte, fermo restando i criteri riferibili allo spalmare su diverse annualità questo credito fiscale, un cittadino che spenderà 10.000€ per lavori di ristrutturazione (compresa la realizzazione di lavori per rimettere a nuovo le facciate dei palazzi allo studio n.d.r.), otterrà 11.000€ di credito d’imposta. Risparmierà, dunque, 11.000€ di tasse da pagare all’Erario.

In questo momento di grave crisi economica e sociale abbiamo immaginato una proposta shock per il settore dell’edilizia e per il rilancio degli investimenti privati. Una misura che farà crescere Pil e occupazione, e che allo stesso tempo porterà il nostro paese all’avanguardia del processo di riconversione energetica e di sviluppo sostenibile.

(…) abbiamo infatti deciso di incrementare le aliquote di detrazione al 110% per alcuni importanti interventi di riqualificazione energetica e di messa in sicurezza degli edifici.

Indi per cui, quelli che erano conosciuti come Sisma Bonus ed Ecobonus, saranno modificati proprio per cercare di incentivare gli investimenti degli italiani in questo particolare settore. Si passerà, per i lavori da fare entro la fine del 2021, rispettivamente a detrazioni del 65% e 50% a un’unica aliquota: quella del 110% superiore alla spesa.

Super Bonus anche per Facciate

Il Governo ha pensato di estendere questa possibilità, ossia questa detraibilità superiore al 100% di questi Bonus, anche a quello delle facciate esterne. In attesa del testo definitivo del Decreto, grazie al quale potremo essere più precisi, il Governo ha sottolineato questa possibilità, fermo restando una premessa:

Inoltre, se congiuntamente ad un’opera strutturale di riqualificazione energetica o di messa in sicurezza degli edifici, la famiglia vorrà svolgere altri lavori di riqualificazione energetica, restaurare la facciate esterna dell’edificio o installare un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica tutti i lavori riceveranno una detrazione pari al 110%.

Cittadini: Cosa Cambia

Aspettando sempre il testo definitivo, in base alla nota emessa dal Governo, il cittadino sosterrà i costi dei lavori e otterrà un Bonus pari al 110% del costo totale fatturato: tale importo potrà essere usato in compensazione detraendolo dalle imposte da pagare nelle dichiarazioni dei redditi. Questo nei cinque anni successivi in detrazioni di pari importo.

Se, ad esempio, un cittadino spende 10.000€ per la messa in sicurezza della propria casa, riceverà un credito d’imposta pari a 11.000€. Sarà possibile per lui detrarre 2.200€ (11.000: 5) dalle tasse da pagare per i prossimi 5 anni.

C’è di più. Il Governo, pensando alle famiglie delle persone impaurite dal Coronavirus e meno propense al consumo e agli investimenti, ritiene d’inserire la possibilità di uno sconto pari al 100% della fattura. Sconto praticato dall’impresa.

In pratica le persone riuscirebbero a ottenere lavori gratis cedendo questo credito d’imposta a queste imprese, le quali si farebbero carico di tutti i costi in cambio di questo credito vantato nei confronti dell’erario (praticamente, al posto della liquidità, le imprese si accontenterebbero di questo 10% in più).

Al di là dell’intendimento molto nobile per consentire e permettere anche alle persone più deboli e senza risorse economiche di aggiustare e ammodernare le proprie case, restano seri dubbi inerenti la reale volontà ed economicità per le imprese edili, comunque colpite dalla crisi, di fare da cassa. Stesso errore commesso per quanto concerne il Decreto Liquidità, ma staremo a vedere cosa dirà il testo finale e se questa possibilità sarà realmente recepita da parte di aziende comunque in difficoltà.

A tal scopo, infatti, il Governo ha previsto differenti possibilità anche per le imprese.

Imprese: Cosa Guadagnano

In un sistema molto complesso che di certo non pare semplificare il tutto, alle imprese il Governo dà diverse possibilità in ragione del fatto di poter lavorare senza incassare nulla presso i cittadini.

Le imprese, scontando al 100% totalmente il lavoro fatturato, potranno compensare questo credito d’imposta in cinque rate annuali risparmiando sulle tasse da pagare all’erario (tornando all’esempio di un lavoro da 10.000€, le imprese potranno detrarre 2.200€ l’anno dalle tasse n.d.r.) oppure cederlo a terzi, società specializzate.

Stessa cosa che accade per i NPL, i crediti deteriorati delle banche, con alcuni danni cagionati da queste dinamiche rese da parte di società che sono chiaramente interessate a guadagnare, non certo a perderci o farsi carico delle storie individuali.

In ogni caso il Governo ha scelto questa strada e per far questo ha semplificato le procedure di passaggio inerenti la cessione del credito d’imposta, possibile anche adesso da parte di Banche o da parte di grandi imprese che comunque avranno uno strumento facilmente spendibile nei confronti dell’erario e dello Stato.

Il nostro obiettivo è che l’impresa non si trovi mai senza la liquidità necessaria a coprire i propri costi, e che quindi possa cedere il più velocemente possibile e ad un prezzo sostenibile (comunque non inferiore al 100% del valore della fattura) il credito a banche o a grandi imprese.

Obiettivo nobile e scelte condivisibili, fatto salvo la percentuale per noi non proprio altissima del 10% superiore al fatturato, ossia il margine utile sul quale ballano tutte le transazioni di questi strumenti per caratterizzarne l’economicità.

Ciclo Virtuoso: Win-Win

Questo nuovo sistema studiato da Fraccaro e dagli esperti di economia, così come strutturato e pensato nonché teorizzato, dovrebbe ingenerare un ciclo virtuoso cui tutti speriamo. I cittadini avranno la possibilità di fare lavori praticamente gratis, le piccole e medie imprese edilizia potranno lavorare e avere un’offerta altrimenti difficilmente disponibile e le banche o le grandi imprese potranno acquistare crediti fiscali e pagare così meno tasse.

Un ciclo virtuoso che garantirà maggiore occupazione, maggiori investimenti e minore impatto teorico sulla finanza pubblica: visto che il credito è diluito in 5 annualità, l’aumento del PIL e dell’occupazione garantiranno maggior gettito fiscale di quello che si avrebbe in assenza di questo sistema.

Secondo il Governo, grazie “agli effetti moltiplicativi dell’investimento iniziale, la misura si ripagherà praticamente da sola“.

Oltre a questo, l’attività edilizia genererebbe un ammodernamento di tutte le case e un efficientamento energetico derivante dall’utilizzo di sistemi ottimali per la gestione dell’energia, nonché l’utilizzo di fonti rinnovabili, “creando quella sinergia fondamentale tra sviluppo economico e contrasto ai cambiamenti climatici

Un sistema che potrebbe avere dei risultati incredibili e dei riflessi ottimali anche dal punto di vista della riduzione di un gap sociale tuttora presente e ancor più aggravato dalla crisi, tra chi può e chi no.

lo Stato offre un incentivo e una procedura semplice ma efficace per far sì che ogni famiglia, abbiente o non abbiente, possa svolgere lavori di ristrutturazione e di efficientamento energetico. Le imprese avranno così un flusso aggiuntivo di domande di lavori, e potranno recuperare così gran parte del reddito perso in queste settimane di lockdown

Ovviamente la bontà di tutta la teoria dipende, ancora una volta, dalla messa in pratica. Semplificazione e volontà di andare avanti a dispetto di quei furbetti che sicuramente ci saranno.