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Obbligo Dispositivi Anti Abbandono: Problemi e Soluzioni Possibili

Obbligo Dispositivi Anti Abbandono: Problemi e Soluzioni Possibili

La Situazione

L’obbligo dei dispositivi è oramai stato spostato al 6 Marzo 2020. I produttori di articoli per l’infanzia hanno immesso sul mercato vari tipi di dispositivi antiabbandono con diverse caratteristiche tecniche e di funzionamento: sensori di peso, cuscini attivi tramite bluetooth, applicazioni da scaricare su smartphone, alimentati a batterie o con connessione di cavi all’accendisigari, con pulsanti di accensione da ricordare di premere, oppure con componenti elettronici da agganciare al seggiolino.

 

I Dubbi

Tanti e tanti sistemi insomma da poter acquistare, eppure nessuno di questi, secondo Altroconsumo e non solo, sarebbe realmente a norma. Ognuno di essi, infatti, presenterebbe delle incongruenze con il decreto ed in alcuni casi anche con il buon senso. La principale obiezione da parte dei più è la seguente: se il dispositivo deve essere in grado di attivarsi automaticamente ad ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente”, come possono essere a norma tutti i dispositivi che hanno bisogno di una o più azioni ulteriori che chi guida deve necessariamente ricordarsi di fare?

E ancora un altro dubbio: se la legge prevede che “nell’interazione con il veicolo o l’apposito sistema di ritenuta, il dispositivo non deve in alcun modo alterarne le caratteristiche di omologazione”, tutti quei dispositivi che prevedono aggiunte di cuscini o altri elementi tra l’imbottitura e la fodera del seggiolino e che non vengono con essi omologati all’origine, come possono essere ritenuti a norma?

 

Le Questioni Irrisolte

Di questioni irrisolte come queste ce ne sono tante altre ancora come la tempestività dell’avviso di pericolo e la sua efficacia, la certificazione o autocertificazione di conformità del dispositivo stesso, l’esposizione anche minima dei bambini ai campi elettromagnetici; tutte incertezze che fanno diminuire la credibilità e la fiducia sui prodotti presenti sul mercato e che scoraggiano le famiglie di fronte alla scelta sull’acquisto migliore da fare.

Ormai è diventata opinione comune che si tratta solo di una questione economica e si è perso di vista lo scopo primario della legge, cioè la prevenzione di tragici fatti di cronaca che coinvolgono le famiglie a causa di un disturbo, “l’amnesia dissociativa”, che può colpire chiunque senza una causa ben definita. In questo scenario di estrema incertezza, per una sorta di selezione naturale, sono affiorate quasi da sole le due principali caratteristiche che renderebbero le attuali soluzioni tecnologiche non idonee a rispettare sia il decreto, sia il fine stesso della legge, ovvero la protezione dei bambini e delle loro famiglie.

Tali caratteristiche sono:

  • La necessaria presenza di un sensore e/o comunque un congegno elettronico da aggiungere alla seduta, oppure alle cinture del sistema di ritenuta (Seggiolino).
  • La necessaria presenza e utilizzo di uno smartphone che, lo ricordiamo, non può essere dimenticato mai in auto con il bambino. (Il dispositivo ricorda il bambino, ma il genitore non deve dimenticare lo smartphone altrimenti il dispositivo stesso non avverte nessuno).

Le Strade Possibili

Alla luce di quanto detto, cosa potrebbe accadere affinché venga risolto questo groviglio di contraddizioni? Varie sono le strade da poter seguire per la giusta risoluzione dei problemi:

  • Si potrebbe chiedere di modificare il decreto ammorbidendone i requisiti tecnici minimi di sicurezza, ma questo ridurrebbe il valore intrinseco dell’ obbligo nato per proteggere, a un semplice obbligo all’acquisto di prodotti evidentemente non all’altezza del compito.
  • Oppure si potrebbero semplicemente interpretare in modo vago e soggettivo gli attuali requisiti del decreto, ma ciò, oltre che rimarcare il problema del punto precedente, sarebbe una palese negazione dell’evidenza, alla stregua di una vera e propria presa in giro dei contribuenti. Questi rimarrebbero così, di fatto, gli unici responsabili dell’eventuale inadeguatezza di tali sistemi.

In ultima istanza, però, si potrebbe cercare una soluzione comune che possa:

  • Consentire di proteggere adeguatamente i bambini.
  • Permettere al decreto ed alla legge stessa di raggiungere il suo nobile intento, conservando integrità e coerenza inizialmente prefissate.
  • Provare a coinvolgere i produttori dei sistemi attualmente in dubbio di regolarità, per farli partecipare ad un’azione di costruttiva collaborazione, mettendo in gioco ognuno le proprie competenze e capacità industriali per creare velocemente una sola tipologia di sistema. Un sistema che, privo delle limitazioni di cui sopra, possa realmente risolvere il problema una volta per tutte, mettendo in qualche modo un po’ tutti d’accordo.

 

Uno per Tutti

Finora nei confronti di un solo sistema anti-abbandono non è ancora sorto alcun dubbio di conformità al decreto. Questo proprio perché esso non prevede l’applicazione di congegni elettronici sui seggiolini né tanto meno necessita dell’uso dello smartphone.

Il sistema si chiama “BoB Cam (clicca per visitare il sito del produttore)”, ideato in Campania dalla  BoB Cam e si sta lavorando per renderlo disponibile in commercio prima della prossima entrata in vigore dell’obbligo, attualmente prevista per il 6 marzo 2020.  La Delir Solutions ha già dichiarato più volte di essere ben propensa a rendere disponibile il proprio sistema, oltre che le proprie competenze, per una possibile e costruttiva collaborazione tra i vari protagonisti del settore, per una volta tutti insieme per un nobile scopo comune.

 

A cura di

Margherita Galluccio