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Obbligo Seggiolini Anti Abbandono Slitta a Marzo. La Situazione e le Questioni Irrisolte

Obbligo Seggiolino Anti Abbandono Slitta a Marzo: La Situazione e le Questioni Irrisolte

Come sta rimbalzando su tutti i maggiori telegiornali e quotidiani, dopo la topica colossale del Decreto Attuativo che ha costretto migliaia di italiani a procurarsi un dispositivo qualsiasi arricchendo di fatto le società produttrici, l’obbligo dei dispositivi anti abbandono slitta a marzo del 2020, così come avevamo preannunciato.

O meglio, la Commissione Finanze della Camera ha approvato un emendamento al Decreto Fiscale che si sta convertendo in legge, in cui adotta una moratoria; ossia posticipa le sanzioni amministrative pecuniare ed accessorie per questo nuovo reato del Codice della Strada a partire dal 6 marzo 2020.

Dopo la questione sollevata da molteplici associazioni di consumatori, con Codacons ed Altroconsumo su tutti e la pressione del Forum delle Famiglie, il Ministro dei Trasporti Paola De Micheli ha accolto la richiesta e sta adeguando l’efficacia esecutiva a data ritenuta idonea perché i cittadini italiani possano adeguarsi ed i produttori possano immettere sul mercato dispositivi anti abbandono e seggiolini sufficienti a soddisfare la domanda iniziale, vicina ai due milioni di bambini.

Le sanzioni, dunque, partiranno dal 6 marzo 2020. Riassumendole, a partire dal 6 marzo in caso abbiate un bambino in auto minore di 4 anni e non siate in possesso di un dispositivo anti abbandono conforme al Decreto Attuativo, potrete incorrere in queste sanzioni:

  • Sanzione Pecuniaria. Da 83€ a 333€ con possibilità di pagamento ridotto entro 5 giorni (-30% dell’importo iniziale comminato).
  • Sanzione Accessoria. Decurtazione 5 punti dalla patente di guida.

I funzionari potranno altresì ritenere colpevole il guidatore, ovvero il soggetto tenuto alla sorveglianza del minore e questo potrebbe già sollevare un aspetto critico con possibili ripercussioni giudiziarie in caso si verificassero casi ambigui.

Se, inoltre, il reato sarà reiterato entro due anni dalla prima multa, allora il reo sarà soggetto ad un ulteriore sanzione accessoria, ovvero la sospensione della patente di guida da un minimo di 15 giorni ad un massimo di 2 mesi.

Questioni Irrisolte

Se da un lato si tira un sospiro di sollievo per multe e sanzioni posticipate, dall’altro occorre analizzare quanto accaduto e le questioni ancora irrisolte cui nessun organo politico ha finora dato risposte.

In primis, si sta tanto pubblicizzando l’aumento del fondo destinato per l’acquisto di dispositivi anti abbandono idonei nel 2020 (passato da 1 a 5 milioni di euro), mentre si attende tuttora il Decreto Attuativo per accedere ai Fondi già impegnati e ben più impegnativi (più di 15 milioni di euro) per il 2019. L’anno sta per finire e ci sono moltissimi italiani con lo scontrino in mano che attendono di sapere come poter accedere al beneficio promesso ed in che modalità (se contributo diretto ovvero, come si parla sempre più spesso, credito di imposta, quindi inservibile nel caso il soggetto beneficiario non pagasse le tasse).

Questione molto più importante, invece, quella delicata sulla congruità e conformità dei sistemi anti abbandono presenti sul mercato. Altroconsumo si sta battendo strenuamente perché qualcuno faccia luce sulla reale rispondenza di sistemi anti abbandono già venduti e nelle mani degli Italiani, con relativa pubblicità e promozione da parte dei colossi che agiscono nel settore della puericultura e di altri soggetti che si sono fiondati fiutando l’affare derivante dall’obbligatorietà.

Se, da un lato, la legge ha un oggettivo obiettivo, dall’altro non si può certo ignorare l’inesistenza di alcun riferimento o standard d’efficacia sui sistemi e sui seggiolini anti abbandono presenti in commercio. La Direzione Generale della Motorizzazione, organo deputato al controllo di conformità tra questi prodotti e quanto descritto del Decreto, non si è ancora espressa su alcun dispositivo, a quanto è dato a conoscere.

Per i produttori basta rilasciare due semplici righe in cui si dichiarano conformi, ma gli stessi produttori stanno scontrandosi sulla legalità o meno di questi strumenti. Chi vende i seggiolini per auto tende a vendere il dispositivo anti abbandono solo per la linea indicata compatibile, applicando letteralmente il criterio di non alterazione della seduta, mentre altri vendono i congegni elettronici come dispositivi universali e sottolineano come questi non alterino in alcun modo le sedute. Come potete ben vedere, c’è un paradosso di fondo che non ha ancora trovato risposta.

Di contro, le grandi organizzazioni che hanno già incassato soldi e stanno continuando a vendere i dispositivi, hanno pensato bene di tutelarsi facendoli certificare da un ente terzo chiamato a stabilire la conformità al Decreto Attuativo o, comunque, la non ostatività di alcuni criteri inseriti dal Legislatore.

Se la Legge sull’anti abbandono voleva davvero salvare e tutelare i bambini dall’amnesia dissociativa di cui abbiamo parlato, ci pare che questo proposito sia lungi dal trovare efficacia e di certo i nostri figli non ci perdoneranno di aver costretto all’acquisto di una cosa inutile, potenzialmente inutilizzabile ovvero eventualmente difettosa.

Se in ogni manuale di questi dispositivi c’è scritto che la responsabilità è sempre e comunque del genitore ed esistono tantissime azioni che deve compiere per ricordarsi suo figlio, allora sono utili questi dispositivi o si può fare meglio?

La parola alle istituzioni.