Home Economia Origine del Virus Laboratorio di Wuhan. Donald Trump non ha Dubbi e...

Origine del Virus Laboratorio di Wuhan. Donald Trump non ha Dubbi e Punta la Cina

Origine del Virus Laboratorio di Wuhan. Donald Trump non ha Dubbi e Punta la Cina

Il Presidente americano Donald Trump durante una Conferenza Stampa, a domanda diretta, ha replicato al giornalista sottolineando con sicurezza che l’origine del virus cinese che ha caratterizzato la pandemia proviene dal laboratorio di Wuhan, nella provincia dello Hubei, la più colpita dall’epidemia.

OMS

Al di là di quella che potrebbe sembrare propaganda soprattutto a chi vede nella Cina un partner affidabile e preferisce non vedere i grandi capitali con cui la dittatura cinese invia nel mondo i cittadini che non detengono certamente gli stessi diritti acquisiti dagli occidentali, resta un fatto ben acclarato: la lentezza e l’incapacità dolosa di comunicare al mondo un pericolo davvero gravoso.

Visti e considerati i continui scambi commerciali e il via via di persone, era lecito attendersi un divampare di quella che era un’epidemia incontrollabile, divenuta poi pandemia.

In questo ci sono colpe palesi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, come ricordato dallo stesso Trump. Il Presidente USA ha sottolineato come l’OMS, al centro dei suoi attacchi da tempo, si sia piegata al volere della Cina e rappresenti una sorta di Agenzia di Pubbliche Relazioni del paese orientale.

USA vs Cina

Lo scontro tra due grandi blocchi contrapposti si sta giocando da anni, ben prima della pandemia e continua a colpi di dazi e di decisioni che hanno come fine ultimo il controllo sul mondo intero, con la Cina che vuole assoggettare giustamente i popoli al suo credo (con l’avverbio giustamente identifichiamo una strategia, non diamo certo un giudizio morale o etico, è lapalissiano che la Cina miri a conquistare il mondo con il beneplacito di chi vede nei cinesi un grande stato, ma continua imperterrito a vivere in altri posti, ossia ragioni in maniera disfunzionale mirando alla bontà del modello cinese, ma senza viverlo fino in fondo) e gli USA che tentano con difficoltà di mantenere lo status di paese più influente sul pianeta.

Scontro esacerbato ancor di più dall’amministrazione Trumpiana che, con la filosofia dell'”America First”, ha rivendicato il ruolo centrale degli USA, a dispetto della crescente potenza orientale.

In questo Trump rivendica la bontà del suo operato e sposta l’attenzione sulle prossime elezioni presidenziali interne giocandosi la carta del nemico cinese che non vuole di certo la sua rielezione (e su questo ha perfettamente ragione, visto che qualunque altro candidato sarebbe ben più malleabile): un richiamo strategico per cercare di portare gli americani, piegati dal Coronavirus, a unirsi verso il fronte rosso, una contrapposizione già vista nel passato. Se vincente, o meno, solo le prossime presidenziali ce lo diranno.

Europa Debole

L’Europa, dal canto suo, si trova per l’ennesima volta non protagonista, ma campo di battaglia con l’Italia che pare avere un Governo palesemente votato a oriente, puntando sul cavallo per la maggioranza dell’attuale esecutivo probabilmente vincente nel futuro.

Al di là del fatto che storicamente l’Italia non ha mai azzeccato una scommessa su di un cavallo vincente, anzi, ha spesso dovuto rivedere la sua posizione con tutte le conseguenze del caso, occorre fare chiarezza e sottolineare che l’Europa appare debole, inconsistente e realtà economicamente e politicamente poco influente. Altrimenti non sarebbe teatro di battaglia per l’influenza, ma vero e proprio soggetto attivo dello scontro geo-politico stesso.