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Pace Fiscale bis: si lavora ad una Sanatoria sulle Cassette di Sicurezza nel 2020

Pace Fiscale bis: si lavora ad una Sanatoria sulle Cassette di Sicurezza nel 2020

Nell’ambito di una riforma profonda della fiscalità italiana, il Ministro Salvini continua a pensare alla Flat Tax opportunamente modulata in modo da incentivare e promuovere la crescita ora stagnante nel nostro paese.

Assieme a questo shock fiscale si lavora alacremente ad una Pace Fiscale bis che abbia come oggetto una sanatoria sui contanti presenti all’interno delle Cassette di Sicurezze.

Dopo il successo della Pace Fiscale ancora possibile fino al 31 luglio prossimo per l’accesso alle misure denominate Rottamazione-ter ed il Saldo e Stralcio (grazie al quale potremo estinguere le cartelle esattoriali pagando solamente fino al 16% in 2 anni), ci si prepara ad una nuova soluzione, anche per reperire i fondi necessari ad evitare le clausole di salvaguardia sulla IVA sottoscritte dai precedenti Governi con l’Europa.

Se ne parlava da tempo e ce ne eravamo già occupati proprio perché la liquidità presente nelle cassette di sicurezza delle banche italiane rappresenta un gettito incredibile, anche se somiglia molto ad una sorta di patrimoniale, una misura da sempre osteggiata dalle destre liberali.

Dal 1° gennaio 2020, dunque, si pagherà una tassa su quanto detenuto all’interno di queste cassette di sicurezza bancarie, ma non è chiaro in quale entità, se utilizzando una voluntary disclosure (dichiarazioni spontanee) come accaduto con lo scudo fiscale per i capitali detenuti all’estero, oppure assoggettando i capitali alla tassazione ordinaria, in misura percentuale.

Massimo Bitonci, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, esponente della Lega, ha affermato la volontà di utilizzare questa misura e lo studio che si sta facendo al riguardo, indicando fermamente che, a prescindere dalla modalità, la sanatoria riguarderà solo le somme non dichiarate precedentemente al fisco. Le liquidità derivanti da reati o da riciclaggio saranno trattate dalle procure penali.

Secondo il pensiero di Bitonci, alla liquidità presente nelle cassette dovrebbe essere applicata l’aliquota Irpef ordinaria, dal 23 al 43% a seconda dei casi, ovvero l’IVA se la cassetta appartiene ad una società o un soggetto che la possiede. Ovviamente la base imponibile non sarà il 100% della liquidità trovata, ma le ipotesi al vaglio sono 30%, 40% oppure 50% perché la presunzione dell’accertamento fiscale riguarda solo gli ultimi cinque anni perché i precedenti non possono essere oggetto di controllo alcuno.

Se, ad esempio, all’interno di una cassetta di sicurezza, in base alla soluzione elaborata da Bitonci, ci saranno 100.000€, la base imponibile sarà al massimo 50.000€ sulla cui cifra versare l’Irpef a scaglioni o l’IVA se la cassetta appartiene ad una società.

In base alle stime portate dal sottosegretario del Carroccio nell’incontro al Viminale con le parti, le cassette di sicurezza in Italia, conterrebbero circa 150 miliardi di euro ed è prioritaria l’emersione di questo contante inerte e non presente nel flusso economico-finanziario del nostro paese, con conseguente perdita di ricchezza interna.

Allo studio c’è un vero e proprio sistema mediante il quale si vogliono coinvolgere professionisti in grado di certificare che il denaro non proviene da attività illecita o da riciclaggio. Non ci sarà uno scudo penale che possa sanare il denaro sporco, così come accaduto in passato.

La Pace Fiscale Bis, in base alle Stime, porterebbe nelle casse dello Stato tra 1 e 1,5 miliardi di euro, oltre a far emergere denaro che attualmente alimenta attività illecite. Nel passato Renzi aveva già pensato a questo tipo di soluzione, ma l’aliquota fissa prevista al 35% non sembrava giustificare i benefici, mentre i costi soprattutto nella perdita di consenso elettorale e di tensione sociale, erano sicuri.

L’attuale governo punta moltissimo su queste soluzioni per ottenere due risultati:

  • Gettito extra spendibile per evitare manovre di bilancio troppo gravose.
  • Liquidità immessa nel sistema, sottraendo capitali che vanno ad alimentare attività illecite e lavoro in nero.