Home Economia Panetta: “BCE Farà di Tutto per sostenere l’Economia”. Intervista a News Mediaset

Panetta: “BCE Farà di Tutto per sostenere l’Economia”. Intervista a News Mediaset

Panetta BCE Farà di Tutto per sostenere l'Economia. Intervista a News Mediaset

Intervistato da News Mediaset, Fabio Panetta, uno dei sei membri che fanno parte del board della BCE che ha come Governatrice Christine Lagarde, ha confermato la volontà da parte della Banca Centrale Europea di proseguire negli interventi di acquisto come annunciato durante l’ultima Conferenza. Quella nella quale Lagarde ha aumentato gli acquisti previsti nel programma Pepp con altri 600 miliardi, prolungandolo di sei mesi fino a giugno 2021.

L’Intervista a Panetta

Panetta ha anche avuto parole positive per la proposta del Recovery Fund dichiarando che questo sia un “passo in avanti perché dalla crisi si esce con proposte europee“.

A diretta domanda, il componente del board ha confermato che gli interventi della BCE hanno chiarito ai mercati e agli investitori la volontà di sostenere le economie e non lasciarle in mano alla speculazione, ovviamente con chiaro riferimento alla stabilità dei prezzi, la colonna portante del Trattato Costitutivo della BCE stessa.

Grazie all’interventismo della Banca Centrale Europea, sottolinea Panetta, si è evitata l’asfissia finanziaria che avrebbe altrimenti colpito soprattutto le economie più fragili, come è la nostra italiana.

La Situazione in Italia

Focalizzandosi sull’Italia, Panetta riporta i dati stimati da Bankitalia per quanto concerne la caduta delle attività economiche: in base a questi, il nostro Paese perderà tra il 9 e il 13% del Prodotto Interno Lordo quest’anno, ma nel 2021 e nel 2022 avremo un rimbalzo che comunque non riusciranno a compensare la perdita netta.

Secondo Panetta l’Italia subirà maggiormente lo shock finanziario perché la pandemia l’ha colpita più di altri paesi. Nonostante le fragilità sistemiche, occorre ora mantenere in vita il tessuto economico e non lasciare che ci siano fallimenti e chiusure adottando misure di intervento straordinario sia a livello nazionale, sia a quello europeo.

Occorre riprendere le attività di reinvestimento, risanamento e di riforme che possano potenziale la capacità competitiva dell’Italia

I Fondi e le Risorse Disponibili

A domanda sui fondi già operativi nel pacchetto comprendente MES, Sure e investimenti della Bei, in attesa del Recovery Fund, Panetta dichiara che questi siano strumenti utili per il sostegno all’occupazione, alle imprese e per le spese straordinarie nel campo sanitario. Secondo il componente del board della BCE, le misure previste nel pacchetto già varato, compreso l’ambiguo e conteso Meccanismo Salva Stati (il MES) sono modulate per consentire la ripresa economica dei paesi, tenendo conto della crisi di un decennio fa e delle necessità di non ostacolare una ripresa, semmai incentivarla.

Dichiarazioni che paiono favorevoli anche all’adozione del MES o che comunque sono giustamente allineati a quelle di rappresentanza, che ci si attenderebbe da una persona con un incarico istituzionale.

Perché Prendere i Soldi del MES? Rischi e Benefici

In attesa della versione finale del Recovery Fund, ancora al suo primo passo prima della sua finalizzazione, comunque prova di un certo cambiamento all’interno dell’Europa, a fronte di una crisi mai vista prima, la domanda che tutti ci poniamo è un’altra.

Perché ottenere i soldi del MES, quando tutti sappiamo bene che sia un credito privilegiato e che l’assenza di condizionalità riguardi solo le spese sanitarie dirette e indirette (quindi molto meno dei 37 miliardi disponibili, visto che l’Italia fa fatica anche a spendere e portare a terra le misure predisposte dai Decreti Cura Italia e Rilancio) quando la BCE garantisce quanto meno l’acquisto di BTp in base alla partecipazione italiana nel capitale (al 14%, quindi circa 180 miliardi di euro)?

Come ben sappiamo, in caso i nostri titoli siano acquistati dalla BCE in base non solo al programma Pepp, ma anche in funzione del programma varato da Mario Draghi e ancora attivo, gli interessi sono uguali a zero e non si tratta di nessun credito privilegiato.

Il rischio di avere un credito privilegiato è enorme perché potenzialmente anche gli altri potrebbero richiedere di essere messi sullo stesso livello per darci capitale e risorse come siamo soliti fare (si tratta di dinamiche normali per quanto concerne la finanza pubblica e non misure straordinarie).

Come abbiamo spiegato in un nostro editoriale, il rischio, tra l’altro, riguarda lo stesso spread. In caso di presenza di un credito privilegiato, il mercato riterrà i nostri canali normali come maggiormente a rischio di essere ripagati e lo spread potrebbe crescere di una certa percentuale, aumentando il costo del credito così reperito.

In tal caso, occorrerà capire se l’attività della BCE basterà a compensare quest’innalzamento, ovvero se comunque l’Italia non avrebbe avuto maggior vantaggio a non ricorrere al MES, ma richiedere i soldi sul mercato dei capitali.

In attesa dei soldi del Recovery Fund, parte a fondo perduto, ma probabilmente rateizzati e non così utili come ci si attenda, i nostri BTp hanno una richiesta enorme e un compratore già pronto a interessi zero: la BCE.