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Pensione: Prestazioni possibili anche senza contributi per chi non ha mai lavorato

Pensione: Prestazioni possibili anche senza contributi per chi non ha mai lavorato

Il sistema pensionistico italiano sta sempre più mutando e plasmandosi in modo differente negli ultimi anni, tanto da richiedere una sempre crescente conoscenza delle dinamiche che lo governano. Pensiamo, ad esempio, alla riforma Fornero che ci ha imposto l’Austerity europea per sistemare i conti, con le conseguenze di soggetti “esodati” cui non spettava nulla e veniva a mancare il diritto già acquisito con la normativa precedente; oppure, da ultimo, la soluzione “Quota 100” , disegnata e propugnata dal vice Premier Salvini.

Naturalmente non si può pensare di accedere al sistema pensionistico se non si sono versati dei contributi e non si è mai lavorato ovvero lo si è fatto, ma non in regola (possibilità sempre presente nel nostro mercato del lavoro, pur se illegale), ma sussistono altre possibilità, di tipo assistenziale.

Entrando nel dettaglio della questione, a coloro i quali non hanno versato alcun contributo oppure non hanno gli anni sufficienti per l’accesso alle misure previdenziali, per qualsivoglia motivo (lavori in nero, lavoretti, precarietà, scelta di vita, etc.), è possibile accedere all’istituto dell’Assegno Sociale che ha sostituto la Pensione Sociale. I requisiti minimi per l’accesso a questo strumento sono questi:

  • 67 anni di età compiuti.
  • Stato di bisogno economico conclamato e certificato. Si accerta il reddito personale se non si è coniugati, viceversa vale il cumulo con il coniuge. I redditi esenti dal computo sono il TFR, il reddito della casa, le indennità di accompagnamento, mentre generalmente tutti quelli assoggettabili ad IRPEF vanno conteggiati (compresi di altra tipologia).
  • Cittadinanza Italiana.
  • Residenza effettiva, stabile e continuativa da almeno 10 anni in Italia.

Il diritto al pagamento dell’Assegno Sociale scatta dopo il 1°giorno del mese successivo all’invio della domanda all’INPS, ma ha carattere provvisorio: ogni anno andranno rivalutati i requisiti reddituali e residenziali.

Per quanto concerne il 2019, il limite di reddito è 5.954€ annui e 11.908€ se il soggetto richiedente è coniugato: l’importo mensile è 458,00€ per 13 mensilità. L’importo spetta completamente se i soggetti non coniugati non possiedono alcun reddito ovvero i soggetti coniugati hanno un reddito familiare inferiore al totale annuo dell’assegno.

L’importo dell’assegno si riduce in misura del reddito disponibile per un soggetto non coniugato, ovvero se i soggetti coniugati hanno un reddito compreso tra l’ammontare annuo e il doppio.

Un esempio chiarirà il concetto. Se una persona possiede tutti i requisiti anagrafici, 67 anni, ma non ha alcun contributo versato, potrà fare domanda di assegno sociale. In caso abbia un reddito annuo di 2.000€, l’importo dell’assegno sociale si ridurrà di questa cifra (5.954€-2.000€)= 3.954€. Diviso 13 mensilità comporta un assegno di circa 304€ al mese.

In caso di una coppia, l’assegno spetta al singolo nella misura intera se i redditi di entrambi sono inferiori a 5.954€, mentre si riduce nel caso l’aggregato risulti superiore a questa soglia.

La domanda per l’accesso a questo beneficio può essere inviata on line mediante il servizio disponibile grazie all’accesso con PIN dispositivo rilasciato dall’INPS oppure l’identità digitale SPID, oppure chiamando il Contatc center al numero 803.164 (da rete fissa) e 06.164.164 (da mobile). Dulcis in fundo è possibile rivolgersi ai patronati o a qualunque intermediario degli istituti.

Per le persone invalide, riconosciute dalla legge e soggette a revisione annuale o triennale, ci sono altre misure assistenziali valide, ma deve sussistere sempre un reddito annuo inferiore ai 4.906,72€ (se l’invalidità è inferiore al 74%), ovvero 16.814,34€ (se invalidità è pari al 100%). L’importo dell’assegno mensile (senza 13ima) è di 285,66€ per il 2019, ma può subire maggiorazioni, a seconda dei casi.

Se, viceversa, abbiamo degli anni di contributi versati e certificati dal nostro estratto conto contributivo richiedibile on line o presso le sedi INPS, ovvero i patronati, allora potremo pensare di accedere ad una delle tante possibilità previste dal sistema pensionistico italiano. Ecco le possibilità:

Per il futuro è al vaglio dell’attuale esecutivo anche lo studio della cosiddetta Quota 41 per incentivare il turn-over ed il ricambio generazionale nel mondo del lavoro. Inoltre attraverso accordi governativi ci saranno possibilità per alcuni lavoratori di grandi aziende di andare in pensione anticipatamente, nel caso di circostante favorevoli, come ad esempio un ammodernamento aziendale previsto nel Decreto Crescita

Chi non ha maturato abbastanza contributi non deve disperare perché ci sono degli strumenti messi a disposizione dall’INPS con i quali è possibile compensare le proprie lacune ed accedere alle misure disponibili.

Non tutti sono disponibili sempre, ma variano da caso a caso:

  • Versamento Contributi Volontari.
  • Ape Sociale.
  • Ape Volontaria.
  • Riscatto Laurea.
  • Riscatto Periodi Temporali particolari.