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Pensione Quota 100, quali sono le tempistiche per presentare la domanda

Uscire dal mondo del lavoro è il sogno che coltivano tutti i lavoratori che sono stati in servizio per una vita di servizio, solo che per accedere alla Pensione Quota 100 occorrono tre requisiti, ovvero le eventuali finestre mobili, dalla data di decorrenza e dal settore di appartenenza, in quanti i tempi per i dipendenti pubblici sono più lunghi.

 

Pensione Quota 100, quanto tempo prima si può presentare la domanda?

Come abbiamo accennato sopra per accedere alla Pensione Quota 100 è richiesta una finestra di attesa, la quale ha una decorrenza della Pensione che cambia in base al settore in cui lavora il richiedente, ovvero i tempi variano a secondo se si è dipendenti pubblici oppure privati che rispettivamente sono calcolati in 3 mesi e 6 mesi da quando si raggiunge il contributo retribuito e anagrafico.

Quindi, questo vuol dire che se il richiedente entro Maggio 2021 avrà compiuto 62 anni, la finestra di attesa (ovvero la decorrenza della Pensione) sarà dal:

  1. 1 di Settembre 2021 qualora si tratti di un dipendente del settore privato
  2. 1 di Dicembre qualora si tratti di un di un dipendente del settore pubblico (nello specifico se ha lavorato all’interno della Pubblica Amministrazione)

Il consiglio comunque è quello di fare richiesta per la Pensione Quota 100 appena si raggiungono i 62 anni di età, ovviamente è da intendersi per ambo i casi riportati e il perché è facile da capire, infatti questo è l’unico modo per cui è possibile assicurarsi che la decorrenza della Pensione e la Liquidazione, la quale spetta sotto forma di trattamento pensionistico, vadano a coincidere con il primo mese in cui si ha diritto a lasciare il mondo del lavoro.

Come abbiamo potuto vedere per ottenere le Pensione Quota 100 ci sono delle precise tempistiche da rispettare, quindi sostanzialmente questo vuol dire che prima di presentare la domanda occorre cercare di capire qual momento esatto per farlo, in modo tale appunto da far coincidere il tutto e non rischiare di allungare, soprattutto per i dipendenti del settore pubblico, ulteriormente i tempi d’attesa.