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Pignoramento Conto Corrente (C/C) in caso di Mancato Pagamento IMU, TaRi e forse Multe: la Proposta

Pignoramento Conto Corrente (C/C) in caso di Mancato Pagamento IMU, TaRi e forse Multe: la Proposta

Alcuni statalisti, legati al culto dello Stato come controllore di tutto e di tutti, ci riprovano con una proposta di emendamento che sta a dir poco facendo andare in fibrillazione sia i cittadini, sia il Premier stesso che si dice all’oscuro di tutto.

Qualcosa di verosimile, viste le migliaia di emendamenti giunti per il processo di conversione in Legge del Decreto Fiscale, sia per quanto riguarda la Legge di Bilancio 2020 che si dovrà approvare entro il 31 dicembre come accade ogni anno.

Tra gli emendamenti oggetto di discussione anche nell’opinione pubblica, c’è il rinvio dell’obbligo di dotarsi dei dispositivi anti abbandono nel caso di bambini con età di 4 anni (integrati nei seggiolini, integrati in auto, ovvero indipendenti) e, oltre a questo, anche il tentativo di rendere esecutivi gli accertamenti nel caso di mancato pagamento delle tasse come IMU, TaRi e forse le multe (contravvenzioni amministrative).

In parole povere, i Comuni e gli enti locali potrebbero pignorare i vostri conti correnti (C/C) anche subito se non risponderemo nei tempi e nei modi previsti dall’avviso di accertamento, indicativamente 60 giorni.

Il Premier non è informato e questo lo sottolineiamo, anche perché non appartiene a nessuno schieramento politico (n.d.r), ma non si fatica a credere che alcuni personaggi stiano veramente pensando di estendere l’accertamento esecutivo anche in caso i cittadini non pagassero alcuni tributi locali come appunto l’IMU, la TaRi e forse anche le contravvenzioni amministrative (le cosiddette multe).

Se questo emendamento dovesse davvero trovare collocazione nelle leggi, dal 1° gennaio 2020, i comuni e gli enti locali, dopo soli 60 giorni dall’invio di un avviso di accertamento, potrebbero procedere nel pignorarvi i soldi presenti sui vostri conti correnti, sia bancari, sia postali.

In questo modo si eviterebbe il passaggio dell’invio della cartella esattoriale e tutta la fase di negoziazione e transazione (nonché la possibilità di adempiere alla cosiddetta “Pace Fiscale”, Rottamazione, etc.) che ora occorre fare, lasciando a terzi, nel caso l’Agenzia delle Entrate – Riscossioni, l’onere di svolgere il recupero del credito.

Proposta che, si spera, cada nell’oblio o che almeno il Premier si fiondi a bloccare anche perché il consenso degli italiani sull’attuale esecutivo è ai minimi storici ed il Governo è sempre più sul baratro di una possibile crisi che molti ritengono più che probabile.

D’altronde in Italia siamo abituati a votare solo in primavera .. se votiamo.