Home Economia PIL Italia Crolla di Quasi 13 Punti Percentuali, ai Minimi dal 1995....

PIL Italia Crolla di Quasi 13 Punti Percentuali, ai Minimi dal 1995. Si Guarda agli USA Erroneamente

PIL Italia Crolla di Quasi 13 Punti Percentuali, ai Minimi dal 1995. Si Guarda agli USA Erroneamente

Mentre si guarda agli USA erroneamente, parlando molto sulla perdita di oltre 30 punti percentuali del Prodotto Interno Lordo statunitense nel secondo trimestre dell’anno (riferito allo stesso periodo dell’anno precedente), a causa del lockdown, l’Italia registra un crollo verticale pauroso, in termini assoluti.

Gli USA e le Letture Sbagliate sul PIL

Il PIL degli USA era infatti atteso nel dato effettivo di un crollo che, anzi, si è mostrato di un paio di punti percentuali inferiore a quanto stimato, visto e considerato il crollo nel mercato dei consumi interni e le importazioni, una parte preponderante del valore macroeconomico.

Gli Stati Uniti sono al centro della campagna elettorale presidenziale e chiaramente la narrativa fa gioco contro il Presidente in carica Donald Trump, inviso a gran parte del circuito mainstream presente non solo sul suolo americano, ma anche in quello nostro continentale e non solo, viste anche alcune estemporanee gaffe del miliardario.

La differenza tra il nostro Paese e gli Stati Uniti d’America è enorme, non solo dal punto di vista assoluto, ma anche da quello contingente e relativo. L’Italia, ieri, ha registrato delle note trimestrali emesse da società multinazionali in cui è presente anche il comparto pubblico, davvero molto negative. Eni e Generali sono state oggetto di grandi fluttuazioni e dati fortemente negativi che ne hanno determinato un calo disastroso nelle quotazioni.

Differenza che, di fatto, si è riflessa nel dato poco negativo risultante dalla seduta di Wall Street, viceversa di quanto accaduto in Europa e a Piazza Affari.

Il Crollo in Italia dell’Economia

Il PIL in Italia ha registrato il valore più basso da quando si monitora l’attuale serie storica, segno di una crisi economica davvero consistente, la peggiore probabilmente nella storia recente, al di là del Recovery Fund europeo, di interventi BCE comunque calmierati e di un’azione, quella Europea, non certo solidale (seppur si parli di svolta, le ricadute reali nei prossimi anni potrebbero deludere le tante aspettative di chi si attende un versamento di 220 miliardi di euro per il nostro Paese n.d.r.).

Il valore registrato nel secondo trimestre del 2020 in Italia è il peggior calo dal dal 1995: un crollo di -12,4% rispetto al dato registrato nel primo trimestre del 2020 e un -17,3% se paragonato al valore rilevato negli stessi mesi (aprile, maggio e giugno) del 2019.

A rilevarlo è naturalmente l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). Al netto di un calendario diverso rispetto lo scorso anno e in riferimento al trimestre precedente (una giornata lavorativa in meno) questa variazione, sottolinea l’ente, è “la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti i comparti produttivi, dall’agricoltura, silvicoltura e pesca, all’industria, al complesso dei servizi“.

Le Spiegazioni dell’ISTAT

Un calo simmetrico e congiunturale naturalmente legato al lockdown e alla pandemia, cui fa riferimento il calo dei consumi sia interni (al lordo delle scorte), sia provenienti dall’estero.

ISTAT non usa mezze parole nel definire questa contrazione quale “senza precedenti” per quanto riguarda la nostra economia, sottolineando come sia un calo che ha cause specifiche certe, ossia provenga dal “pieno dispiegarsi degli effetti economici dell’emergenza sanitaria e delle misure di contenimento adottate”.

ISTAT, comunque, evidenzia come la crisi pandemica sia simmetrica e cerca di guardare al lato comune di un male che ha colpito le principale economie, le quali “registrano riduzioni di analoga portata a causa del diffondersi della pandemia”.

Inflazione e Prezzi

Anche l’inflazione, elemento determinante per l’attività della Banca Centrale Europea, non evidenzia dinamiche di certo positive e favorevoli, per cui dovrebbe avvicinarsi al 2% ottimale annuo nella cosiddetta Eurozona (i paesi che adottano la moneta unica).

In Italia i prezzi calano a luglio per il terzo mese consecutivo, dato che non accadeva da maggio 2016. In base alle stime preliminari, ISTAT rileva come l’Indice Nazionale dei Prezzi al Consumo al Lord dei Tabacchi, diminuisca di -0,1% rispetto al mese precedente e di -0,3% se paragonato al dato registrato nello stesso periodo del 2019 (e tendenzialmente peggiore del -0,2% rilevato a giugno 2020).

Dopo un primo innalzamento, dovuto alle dinamiche relative al lockdown e al tipo di approvvigionamento consentito dalle attività appartenenti alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata), i prezzi dei beni alimentari e dei prodotti dedicati alla cura della casa e della persona, quelli primari, rallentano, passando da +2,1% rilevato il trimestre precedente al più modesto +1,5%. Rimangono pressoché invariati i prezzi sui prodotti che hanno un’alta frequenza d’acquisto, ossia quelli che tendiamo a consumare più spesso: il dato parla di una tendenza di +0,1%.