Progetto Italia: Via Libera al Salvataggio di Astaldi con Salini Impregilo

Progetto Italia: Via Libera al Salvataggio di Astaldi con Salini Impregilo

Il consiglio di amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti (acronimo CDP) di ieri ha finalmente dato il via libera al cosiddetto Progetto Italia per la creazione di un polo delle costruzioni edilizie che possa dare impulso a tutto il settore. Di fatto, CDP ha dato il proprio nulla osta al piano di salvataggio di Astaldi con un’azione congiunta con la società Salini Impregilo, tra i leader nel settore delle costruzioni e delle opere infrastrutturali.


CDP ha un ruolo chiave in tutta la faccenda e questo beneplacito dà il via a tutto l’iter perché il general contractor apra i lavori del proprio consiglio di amministrazione nel quale si redigerà tutta la documentazione necessaria da presentare al Tribunale di Roma e salvare così la società Astaldi in grossa crisi.

Salini Impregilo ha dato il semaforo verde al Progetto Italia in un Consiglio di Amministrazione Strardinario, grazie anche a due accordi preventivi d’investimento:

  • Uno con l’azionista di controllo, la società Salini Costruttori e Cdp Equity.
  • Uno con tre istituti bancari che finanzieranno tutta l’operazione: Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm.

Il piano di salvataggio e creazione contestuale di un vero e proprio colosso edilizio, prevede un aumento di capitale della Salini Impregilo per un controvalore di 600 milioni di euro, da destinare a diversi investitori istituzionali, tra i quali figurano anche “Salini Costruttori”, “Cdp Equity” e le banche finanziatrici appunto, ripartiti in questo modo:

  • Salini Costruttori: 50 milioni di euro.
  • CdP Equity: 250 milioni.
  • Banche Finanziatrici: 150 milioni.
  • Altri Investitori istituzionali: 150 milioni offerti al mercato con la garanzia di due banche straniere.

Per quanto riguarda quest’ultima voce, ci sarebbe un pre-accordo con le banche che garantiranno la quota inoptata, ovvero non sottoscritta da nessuno e che cureranno la procedura burocratica ed il reperimento delle risorse.

Inizialmente, a fianco di Unicredit ed Intesa Sanpaolo, sarebbero dovute subentrare anche BNL Bnp Paribas e Monte dei Paschi di Siena, ma alla fine questi istituti hanno declinato l’invito a partecipare al progetto, mentre Banco Bpm ha deciso comunque di sottoscrivere l’impegno, ma riducendo la sua partecipazione attiva da 15 a 9 milioni di euro all’aumento di capitale contestuale. I due istituti maggiori del nostro mercato italiano hanno quindi deciso di impegnarsi anche per le quote degli altri.

Dal punto di vista del mercato azionario, gli investitori hanno apprezzato e stanno apprezzando questo progetto: le azioni di Salini Impregilo hanno chiuso ieri in forte rialzo a +5,98% con i titoli che si scambiavano a 1,84€, mentre al momento, in dirittura d’arrivo per le contrattazioni della settimana fanno segnare oggi +1,08% a 1,864€. Gli operatori hanno considerato l’intervento della Cassa che detiene anche il risparmio postale, la CDP, non paradossale, in quanto l’investimento del denaro “pubblico” confluisce in una società molto redditizia, con un piano industriale solido e lungimirante ed un progetto, quello denominato Italia, che può avere un grandissimo futuro.

L’intesa sul salvataggio di Astaldi è già pianificata: in primis l’aumento di capitale di 225 milioni che farà Salini Impregilo et in secundis la conversione in equity di una parte dei debiti gravanti sull’azienda in crisi e finita nelle mani del Tribunale amministrativo.

Si parla anche di un terzo passo necessario per la soddisfazione dei creditori chirografari di Astaldi che saranno soddisfatti interamente dalla ricapitalizzazione di Salini Impregilo di cui abbiamo parlato. A conseguenza di questa operazione, il gruppo che si creerà riuscirà ad ottenere linee di credito per cassa e firma per un valore incredibile, pari a 1,6 miliardi di euro, capace di soddisfare qualsiasi pretesa.

Dal punto di vista della governance, la nuova Salini Impregilo presenterà un board di 15 membri, 9 di parte dell’azienda Salini, 5 dall’organigramma della Cassa Deposito e Prestiti, incluso il presidente di garanzia e uno indicato dalle banche. Sarà anche predisposto un comitato strategico con competenze d’indirizzo generico, mentre l’amministratore delegato sarà Pietro Salini, affiancato a Massimo Ferrari come general manager di Progetto Italia.

La conditio sine qua non posta da tutti i soggetti implicati in questo grande processo d’integrazione, di salvataggio e di rilancio, è chiara e semplice: il salvataggio di Astaldi è solo un primo passo di un piano molto più ampio per la costruzione di un vero e proprio polo nel quale confluiscano tutte le altre aziende edilizie in crisi, come la famosa “Condotte”, “GLF” e “Cossi” e grazie al sostegno di altri costruttori (Pizzarotti, Rizzani de Eccher e Vianini Lavori).

Progetto Italia nasce anche con un intendimento sociale ben preciso: salvaguardare fino a 500mila posti di lavoro nel prossimo triennio, far riprendere l’edilizia riaprendo cantieri bloccati il cui valore di aggira sui 30 miliardi ed avere un impatto positivo sul sistema finanziario italiano molto legato al mattone ed al mondo delle costruzioni, bloccando potenziali sofferenze. Un’ambizioso progetto possibile grazie alla creazione di una società capace di avere un fatturato pari a 14 miliardi di euro l’anno

Progetto Italia, inoltre, è destinato a confrontarsi nel mercato mondiale globale aprendo scenari ora impensabili e portando benefici, come indotto, anche alle PMI italiane operanti nei settori a corredo.