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Quanto Costa un Diamante, Quanto Vale, Quotazione

Quanto Costa un Diamante

I diamanti sono da sempre molto ambiti e spesso ci si domanda quale sia il suo reale valore. Partiamo dicendo che il valore del diamante varia in base alla qualità della pietra ma anche in base alla sua lavorazione.

Un altro fattore da considerare è certamente la caratura, ovvero il peso espresso in carati. Un carato sarà pari a 0,20 grammi, ma è importante sottolineare che il valore di un diamante non aumenta in maniera lineare ma in maniera esponenziale.

Facciamo un esempio per essere più chiari: un diamante da mezzo carato avrà un costo di circa 5.000 euro mentre un diamante da 2 carati non varrà esattamente il doppio, ma avrà un prezzo nettamente superiore, che si aggira intorno ai 16.000 euro.

Questo accade perché certamente risulterà più difficile trovare in natura pietre adeguate al taglio e alla produzione di pietre grandi e questo permetterà al diamante di avere un valore molto più alto.

 

Parametri per Determinare il Valore

Solitamente i parametri per determinare il valore di un diamante fanno riferimento alle quattro C, che in inglese stanno per Color, Clarity, Cut e Carat e che tradotti in Italiano sono:

Il colore di un diamante viene valutato su una scala di lettere che va dalla D alla Z. Un diamante privo di colore sarà classificato con il valore più alto ovvero D, mentre dalla D alla F troviamo i diamanti migliori investimento.

Nella fascia media che va da G a J sono classificati tutti i diamanti che hanno ancora un’ottima colorazione, che non è quasi mai percettibile ad occhio nudo. Nella classifica che va dalla lettera K alla lettera M vi sono tutti i diamanti più comuni, come ad esempio quelli che troviamo in gioielleria. Solitamente tutti quelli con una classificazione di colore inferiore alla lettera M sono da evitare perché avranno un valore nettamente inferiore, quasi nullo.

La purezza di un diamante viene certificata prendendo in considerazione la presenza o meno di impurità all’interno della pietra. Anche in questo caso vi è una scala di classificazione ad otto gradi, che andrà da IF/FL per un diamante purissimo e fino a I1 per un diamante con impurità visibile ad occhio nudo. Anche il punto in cui sarà presente l’impurità farà la differenza al momento della classificazione ed è ovvio che una piccolissima impurità posta in un punto marginale della pietra avrà maggiore valore rispetto ad un’impurità posizionata in un punto maggiormente visibile.

La buona qualità del taglio di un diamante è determinata principalmente dalle abilità del tagliatore e dalle proporzioni della pietra. Un taglio effettuato in maniera corretta per proporzioni, simmetria e brillantezza avrà certamente un valore superiore perché permetterà alla pietra di avere un maggiore risalto offrendo brillantezza e trasparenza da qualsiasi punto venga osservata. Al contrario invece un taglio effettuato in maniera errata o mediocre andrà a creare un senso di opacità.

 

Quotazione del Diamante

Oggi, rispetto a 30 anni fa il valore dei diamanti è triplicato e il suo aumento è costante, ma soprattutto non è, al momento, soggetto a sbalzi.

Resta quindi un ottimo investimento, ma sarà comunque necessario prendere in considerazioni quello che abbiamo detto fin ora, ovvero che la determinazione della qualità di un diamante è molto soggettiva quindi non avrà un valore ben preciso.

La quotazione ufficiale fa riferimento a una pietra di colore, peso e purezza omogenea ma come abbiamo già detto potrà subire una variazione in base al tipo di taglio effettuato.

Il consiglio è quello di acquistare sempre diamanti da rivenditori autorizzati, che accompagnino il prodotto con un corredo della certificazione di un istituto gemmologico mondiale.

È possibile comunque consultare le variazioni del prezzo dei diamanti tramite il Rapaport, ovvero il listino prezzi dei diamanti tagliati, ma si tratta purtroppo di un servizio a pagamento utilizzato per lo più dai grossisti.

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