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Radiazioni Smartphone e non Solo. SAR: Cos’è, Perchè è un Pericolo per la Nostra Salute

smartphone

Nel mondo moderno siamo oramai tutti circondati da congegni elettronici che si collegano tra di loro emettendo onde elettromagnetiche ed ingenerando campi magnetici, nonché radiazioni. I primi sono ovviamente gli smartphone, spesso a contatto diretto con la nostra testa, anche di notte mentre dormiamo (chi non li dimentica accanto a sé?) ma non ci sono solo questi.

Con l’utilizzo sempre più massivo di apparecchi smart, interconnessi, nella logica futura dell’Internet of Things (acronimo IoT), questa capacità di generare campi magnetici ed emettere onde radio (altresì chiamate radioonde), quindi radiazioni a determinate frequenze, ha posto alcuni interrogativi che finora non hanno alcuna risposta chiara.

La domanda è semplice: tutte queste emissioni e queste radiazioni, possono cagionare danni alla salute umana e, nel caso, in quali entità, con quale impatto e perché. Dinamiche, lo diciamo chiaro e tondo, tuttora senza una risposta certa se non una normativa chiara per definire soglie considerabili “di tolleranza” entro le quali i prodotti devono sottostare.

A tal proposito fu istituito negli anni ottanta dal Direttore del Comitato dell’American National Standard Institute, Arthur W. Guy, quest’indice di misurazione che ponesse una variabile, quindi un limite scientificamente comprovato, alla quale i congegni elettronici che emettevano onde radio dovevano sottostare.

Cos’è

SAR è l’acronimo di Specific Absorption Rate: rappresenta, letteralmente, il tasso di Assorbimento Specifico e non si ha molto conoscenza al riguardo, né c’è abbastanza informazione per ovvie ragioni di mercato.

Prima di procedere all’acquisto di un qualunque dispositivo elettronico, dallo smartphone agli elettrodomestici e finanche i dispositivi anti abbandono, obbligatori per legge in Italia (seppur si parla dello slittamento delle multe a marzo o più tardi proprio per consentire alle persone di equipaggiarsi adeguatamente e non comprare un oggetto inutile, o addirittura dannoso), occorrerebbe valutare sempre questo parametro.

Il SAR, in termini scientifici, esprime e misura la quantità di energia elettromagnetica che il nostro corpo, o meglio la zona a contatto con la fonte di radiazioni, assorbe “teoricamente” quando esposta alle onde radio (precisamente ad un campo elettromagnetico a radiofrequenza RF).

Tutti i congegni elettronici emettono radiazioni e non potreste nemmeno immaginare quanti e quali questi siano: dai router Wi-Fi, ai sensori radar e per finire ai forni a microonde, apparecchi presenti in ogni cucina. Di certo non bisogna alimentare ansia e fobie da radiazioni, ma una sana cultura ed una discreta attenzione sono indispensabili.

Per quanto concerne i danni da radiazioni, come ben sappiamo non esiste un effetto soglia, oltre il quale queste possono fare male ed al di sotto del quale invece no: il fatto di essere esposti continuamente può ingenerare o meno processi negativi per la nostra salute ed è lapalissiano che perpetrando alcuni comportamenti sconvenienti si possa rischiare di più.

Gli smartphone sono soliti comunicare utilizzando l’ampiezza di banda compresa nella spettro tra 450 e 2100 Mhz, ma quello che misura il SAR è un dato diverso dalle emissioni stesse.

Il SAR corrisponde alla quantità di energia elettromagnetica assorbita nell’unità di tempo (si considera solitamente il secondo) da un elemento di massa unitaria di un sistema biologico (una parte del corpo). La sua unità di misura è J/s * Kg (Joule sul secondo moltiplicato per Chilogrammo), corrispondente a W/Kg (Quantità di Watt per ogni Chilo).

Pericolo o no? Valori di Sicurezza

Come avrete senz’altro intuito, il SAR è un parametro cui porre particolare attenzione sia quando regaliamo qualcosa ad un nostro caro, sia quando acquistiamo un prodotto per noi stessi; che sia uno smartphone, un elettrodomestico o un congegno elettronico generico.

Dovremo cercare ed accertarci che il valore SAR non superi i limiti stabiliti dalla normativa e, per questo, i produttori si avvalgono di test idonei per certificare la cosa e poter vendere così il prodotto sul mercato.

In particolar modo, nello svolgimento del test si mette a contatto il prodotto che emana radiazioni con tutto il corpo o con parti di esso, considerando volume e geometrie di riferimento. Il valore dell’assorbimento, infatti, varia a seconda delle dimensioni del soggetto implicato. Proprio per questo, i bambini sono quelli maggiormente esposti a questo pericolo ed al rischio connesso legato anche alla loro età ed alla fase di sviluppo, la qual cosa rende alcuni organi e ghiandole molto sensibili agli accadimenti esterni.

Il test viene ripetuto più volte a distanze diverse tra il corpo emittente e quello ricevente (ossia tra dispositivo e uomo): nel caso dello smartphone si analizza la capacità di assorbimento della testa vicina al padiglione auricolare, zona dove più spesso avviciniamo il telefono intelligente. Lo si fa a distanze diverse proprio per comprendere la capacità di assorbimento dell’energia emessa dalle onde da parte dei nostri tessuti e soprattutto la possibilità che questo implichi danni anche gravi per la salute.

I limiti di sicurezza riferibili al valore SAR che dovrete ricercare se volete essere sicuri di aver acquistato un prodotto elettronico che emette radiazioni a norma o no, sono:

  • SAR Europeo: 2 W/Kg su un campione di 10 grammi di tessuto.
  • SAR USA: 1,6 W/Kg.

Tutti i valori inferiori a queste soglie sono considerati a norma, quelli superiori possono essere molto pericolosi.

Ricerca e Conclusioni

Alla domanda se le radiazioni di smartphone ed altri congegni che emettono campi elettromagnetici, come ad esempio quelli che utilizzano il Wi-Fi o il protocollo Bluetooth, siano o meno pericolosi per la salute dell’uomo, la ricerca non ha ancora saputo dare alcuna risposta definitiva; viceversa non c’è alcuna sicurezza che non procurino danni, soprattutto in situazioni particolari.

I test effettuati sulle cavie di laboratorio, esposte per circa 10 ore alle onde emesse da uno smartphone in chiamata, hanno originato in alcuni esemplari la crescita di tumori e la proliferazione di cellule tumorali.

In ogni caso non è ancora chiara la correlazione negativa per l’uomo, anche perché strutturalmente siamo ben più grandi dei topi ed abbiamo quindi una maggiore capacità di assorbire tali radiazioni.

In attesa di conferme da parte della Comunità Scientifica e di rapporti universalmente riconosciuti, senza andare dietro a teorie complottistiche o infiammare la polemica tra il concetto di business e quello di sostenibilità sociale e ambientale, (purtroppo argomenti divergenti per definizione spesso e volentieri) è consigliabile acquistare smartphone che abbiano valori SAR bassi e soprattutto entro i limiti (teoricamente lo sono tutti quelli commercializzati in EU).

Soprattutto se abbiamo dei bambini molto piccoli, proprio per la loro salute, pensiamo bene se porli o meno a contatto con congegni elettronici che emettono radiazioni anche per breve periodi: siano essi smartphone, tablet o qualunque altro prodotto che comunica con l’utilizzo delle onde radio.

D’altronde, uno dei consigli che spesso sentiamo è proprio questo:

“Non tenere il cellulare nelle vicinanze degli organi vitali (genitali, cuore etc.)