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Reddito di Cittadinanza: la Carta può essere Sequestrata preventivamente in caso di Controlli. Ecco chi Rischia

Reddito di Cittadinanza la Carta può essere Sequestrata preventivamente in caso di Controlli. Ecco chi Rischia

Secondo una sentenza della Corte di Cassazione di ieri, 10 febbraio 2020, il Sequestro Preventivo della Carta del Reddito di Cittadinanza è lecito, vediamo perchè e soprattutto chi sono i soggetti a rischio.

Il Reddito di Cittadinanza è un sussidio statale che spetta a coloro che ne hanno realmente bisogno. Purtroppo però, sono in tanti ad averlo richiesto senza meritarlo in quanto magari lavorano in nero o hanno omesso dettagli importanti durante la compilazione del modulo ISEE.

La Guardia di Finanza insieme all’Agenzia delle Entrate sta effettuando tanti controlli e sono già diverse le persone che sono state individuate come beneficiarie del Reddito di Cittadinanza quando invece non avrebbero dovuto percepirlo.

Se la Guardia di Finanza o l’Agenzia delle Entrate individuano un soggetto e su questa persona vi è il sospetto che possa usufruire indebitamente del Reddito di Cittadinanza, la carta consegnatoli da Poste Italiane potrà essere sequestrata.

 

Soggetti a Rischio

Chi sono i soggetti che rischiano il sequestro della carta? Rischiano il sequestro della carta del Reddito di Cittadinanza tutti coloro che hanno omesso importanti informazioni riguardanti la propria situazione patrimoniale, tutti coloro che hanno un’attività illecita e tutti coloro che percepiscono un reddito tramite un lavoro in nero.

Ci si è quindi chiesto se il sequestro preventivo della carta del Reddito di Cittadinanza fosse lecito o meno. Su questo si è espressa la Corte di Cassazione dichiarando che, in attesa di controlli più approfonditi, la Guardia di Finanza o l’Agenzia delle Entrate, in caso di sospetto di percepimento indebito del sussidio, possono sequestrare la carta del RdC.

Ricordiamo che non solo chi ha omesso di aggiornare le proprie informazioni patrimoniali, ma anche chi ha semplicemente dimenticato di aggiornarle rischia i controlli e l’eventuale sequestro della carta.

Ricordiamo che se vi è stata una variazione reddituale, anche se nel complesso non si supera il reddito annuo di 9360€ (limite da non superare per ottenere il sussidio), si dovrà sempre comunicare la nuova fonte di reddito. Anche in questo caso si parla di omissione che potrebbe portare al sequestro della carta di cittadinanza. Sempre secondo la Corte di Cassazione infatti, non spetta al cittadino decidere cosa comunicare o meno, tutte le variazioni reddituali vanno sempre comunicate, anche se minime.

 

Cosa si Rischia

Il sequestro preventivo della carta del Reddito di Cittadinanza è solo l’inizio. Nel caso in cui i controlli dovessero accertare illeciti o omissioni, la situazione del beneficiario si aggrava ulteriormente.

E’ infatti prevista una pena detentiva da due a sei anni per chi usa documenti falsi, dichiarazioni false o omette importanti informazioni nel momento in cui si fa richiesta del Reddito di Cittadinanza.

E’ invece prevista la reclusione in carcere, con una pena da uno a tre anni, per la omessa comunicazione della variazione della propria situazione patrimoniale, anche se questa deriva da un’attività irregolare e dopo che si è già iniziato a percepire il sussidio.

Nel caso in cui gli accertamenti della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate dovessero confermare i sospetti, il Reddito di Cittadinanza sarà annullato e chi ne ha beneficiato dovrà rimborsare tutto quello che ha percepito sino ad oggi.