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Rifiuto Cessione del Quinto: Motivi. Le Cose da Sapere su Questo Strumento di Credito Garantito

Rifiuto Cessione del Quinto Motivi. Le Cose da Sapere su Questo Strumento di Credito Garantito

Sia che voi siate un lavoratore dipendente ovvero un pensionato, è possibile utilizzare uno strumento per avere un accesso al credito in modo più semplice e diretto: la cessione del quinto.

Nonostante questa semplicità apparente e la garanzia che ha in parte l’istituto di credito che rilascia l’importo richiesto a sottoscrizione di un piano di ammortamento rateale con interessi da pagare, il cosiddetto finanziamento, sempre più spesso accade che questi enti rifiutino la nostra istanza e non ci consentano di accedere al prestito.

Nell’articolo cercheremo di capire perché accade questo, i motivi e se è possibile fare qualcosa preventivamente per non vedere poi il rifiuto comparire dinnanzi ai nostri occhi.

 

Rifiuto Cessione del Quinto

Anche se la Banca ha una forte tutela proprio in funzione della trattenuta diretta alla fonte, spesso accade che questi enti rifiutino la nostra richiesta di prestito, soprattutto nel caso in cui fossimo dipendenti di privati e non di enti pubblici o pensionati, che hanno una tutela superiore e sono considerati più affidabili dalla banche.

La questione, forse non tutti lo sanno, è regolata da norme e una legge statale del 2005 dedicata quindi ci sono principi che non riguardano solamente le strategie e le scelte commerciali dei vari enti che si rivolgono al mercato finanziario.

Se richiediamo un prestito con cessione del quinto, l’azienda presso cui ci rivolgiamo deve liquidarci il credito a meno che non ricorrano particolari casi di esclusione o non avessimo i requisiti minimi di legge iscritti nella norma. Proprio per questo, per evitare perdite di tempo e prevenire il rifiuto magari agendo per tempo, cerchiamo di approfondire la questione e comprendere quali siano questi requisiti per l’utilizzo di questo strumento, la cessione del quindo.

 

I Requisiti Minimi

Vediamo nel dettaglio cosa dice la legge e quali devono essere i requisiti per l’accesso a questo strumento di finanza garantita in modo che la banca non ci rifiuti la richiesta.

Numero Dipendenti Minimo

Per avere diritto al beneficio derivante dalla cessione del quinto dello stipendio, se siamo dei dipendenti di un datore di lavoro privato, la legge è rimasta un po’ vaga e gli istituti finanziari hanno, di comune accordo, preso una direzione che quasi comunemente perseguono, basata su statistiche e sul rischio di un possibile fallimento dell’azienda (nel qual caso rimarrebbero senza tutela). Mediamente gli istituti di credito ci concederanno il prestito con cessione se lavoriamo presso un’azienda con un minimo di 16 dipendenti, ma non esiste una regola precisa e occorre parlarne prima con i consulenti. La chiarezza vi farà perdere meno tempo.

La domanda da rivolgere subito presso la banca o l’istituto dove ci rechiamo è: quanti dipendenti minimi deve avere la società dove lavoro per aver accesso al prestito con cessione in base alle vostre strategie? Avendo contezza del numero di dipendenti presenti come forza lavoro, voi compresi, saprete se è il caso di continuare o soprassedere e rivolgervi a qualcun’altro.

 

Affidabilità Datore di Lavoro

La Banca non solo analizzerà il vostro profilo alla centrale di rischi, ma focalizzerà l’attenzione anche sul vostro datore di lavoro privato, dato che egli deve poi prendere alla fonte del vostro stipendio mensile e liquidare alla banca la rata sottoscritta senza ritardo alcuno. Seppur apparentemente discriminante, gli istituti analizzeranno la solidità economico-finanziaria e il profilo del vostro capo e potrebbero anche rifiutare la vostra domanda, nonostante abbiate tutto in regola.

 

Durata Minima Contratto Assunzione ed Età

Non esiste una regola precisa, ma le banche tendono a prediligere giustamente secondo la loro filosofia, l’anzianità di servizio. Se vogliamo richiedere un prestito con cessione del quinto, potremmo vederci rifiutata l’istanza se non abbiamo un’anzianità minima e questa discriminante non riguarda solamente i lavoratori nel settore privato. Nel passato, ad esempio, gli istituti finanziari richiedevano almeno 4 anni di servizio anche a chi lavorava nel settore pubblico.

Come detto, non c’è una regola, ma basta parlarsi chiaro prima evitando tutte quelle formalità che solitamente mettono solo a disagio gli interlocutori che spesso si nascondono dietro un dito. Alcuni enti si accontentano anche solo di 2 anni di servizio, mentre altri ancora ne richiedono più di 4.

Un’altro fattore importante riguarda l’età massima di chi richiede l’accesso al credito, soprattutto nel caso di pensionati. Molte banche potrebbero rifiutare la vostra domanda perché, per definizione, non rilasciano importi con cessione del quinto a chi ha passato una certa soglia di età, di solito sopra gli 80 anni.

 

TFR: Si o No?

Il Trattamento di Fine Rapporto, il cosiddetto TFR, è fondamentale per molti tipi di prestiti perché dà una garanzia ulteriore all’istituto erogante che potrebbe contare su un asset molto importante in caso d’insolvenza del debitore (la questione è sempre questa).

Da quando la cessione del quinto riguarda anche i privati, ci sono degli istituti di credito che rilasciano importi anche senza il bisogno di vincolare il TFR al prestito stesso, mentre altri lo richiedono espressamente. I primi, naturalmente, rincareranno la quota assicurativa per ridurre il rischio d’insolvenza e pagherete qualcosa in più come premio della polizza correlata.

 

Affidabilità Lavoratore

Come tutti i prestiti, anche con la cessione del quinto la questione non cambia. La Banca rilascerà il credito anche avvalendosi dell’analisi sul lavoratore e sulla sua affidabilità, controllando i dati presenti nei database pubblici disponibili come il Crif per valutare il rischio d’insolvenza.

Nonostante la trattenuta avvenga alla fonte, potreste vedervi rifiutata la domanda di accesso al prestito con cessione del quinto nel caso siate segnalati come cattivi pagatori, o peggio, come protestati.

 

Importo Massimo Richiedibile

Un aspetto fondamentale riguarda l’importo che andremo a richiedere come prestito. Questo deve essere congruo e coerente con  il nostro stipendio ovvero la nostra pensione, considerando quanto andremo a rifondere mensilmente come rate, al netto dell’assicurazione obbligatoria per legge nel caso di utilizzo di questo strumento. L’assicurazione, inoltre, è pagata in anticipo con premio unico che viene trattenuto sull’importo erogato.

Nel caso chiedessimo cifre troppo alte o non coerenti con il piano di ammortamento, vedremmo probabilmente rifiutata la nostra domanda.

 

Rimborso Premio Assicurativo per Estinzione Anticipata

Tra gli aspetti positivi dello strumento, c’è il rimborso in caso di estinzione anticipata del prestito, sempre previsto che vi spetta di diritto perché non avete goduto della tutela di una polizza, un contratto assicurativo sottoscritto di cui non abbiamo avuto bisogno per un certo periodo di tempo.

Nel caso i premi non siano goduti perché abbiamo estinto prima il nostro debito, ci spetta di diritto la restituzione delle cifre legate al lasso temporale non goduto.

 

In conclusione, la banca o l’ente finanziario può rifiutare la nostra domanda di accesso al credito mediante la cessione del quinto in molti casi e, soprattutto, in linea con le diverse strategia da istituto a istituto.

I criteri o i fattori critici sono molti: l’età, il rischio insolvenza, l’assunzione da poco, il fatto di lavorare presso un’impresa piccola o, peggio, che svolge un’attività stagionale e assume molti lavoratori solo in quel frangente di tempo.

Tutti questi descritti potrebbero comportare il rifiuto della banca o dell’ente finanziario a rifiutare la richiesta del prestito. In caso parliamo prima con il consulente dell’ente e specifichiamo chiaramente il nostro caso senza perdere tempo. Se non rientriamo nei parametri di quell’istituto, rivolgiamoci a un altro perché l’istanza ci verrà rifiutata.