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Rimedi e Cure Naturali per il Colesterolo Alto

Rimedi e Cure Naturali per il Colesterolo Alto

Il colesterolo è una molecola fondamentale per il nostro organismo che infatti la produce anche internamente: purtroppo quando i livelli di questa componente sono altamente concentrati nel sangue (ipercolesterolemia), si può essere soggetti a patologie cardiocircolatorie anche molto gravi.

Parliamo di malattie cardiache, aterosclerosi (ossia riduzione del lume di un’arteria, lo spazio disponibile per il flusso del sangue) e l’ictus.

Occorre scindere tra colesterolo “buono”, il cosiddetto HDL (High-Density Lipoprotein come è conosciuto scientificamente) che, a causa della grandezza delle molecole pulisce le arterie senza occluderle, inversamente da quello “cattivo”, il cosiddetto LDL (Low-Density Lipoprotein): in questo caso le molecole, molto più piccole, possono addensarsi ed ammucchiarsi nel lume interno fino a bloccare il flusso.

Secondo gli esperti, una buona alimentazione orientata a ridurre il colesterolo assunto dall’esterno, l’attività fisica moderata ed, eventualmente, l’assunzione di farmaci, può essere sufficiente per contrastare il colesterolo cattivo.

 

Rimedi Naturali

Ci sono, però, alcune piante e rimedi naturali che possono coadiuvare nella battaglia, ma dipende sempre dal singolo caso. In base alle ricerche effettuate da molti studiosi su campioni di persone che soffrivano di questo elemento di rischio, ecco la lista delle piante e degli integratori in grado di aiutarci ad abbassare i livelli di LDL.

 

Foglie di Carciofo

Nelle foglie è presente la “Cynara scolymnus” che limiterebbe la sintesi del colesterolo nel corpo e dei trigliceridi. Oltre a questo, lo studio pubblicato sulla rivista Nutrition and Liver Disease, ha dimostrato l’effetto benefico della Cynara sul fegato nel limitare la degenerazione e la necrosi delle cellule che compongono i tessuti di questa ghiandola (chiamate epatociti).

Il carciofo contiene, inoltre, un composto denominato “cinarina” che induce la produzione di bile nel fegato ed accelera il flusso dalla cistifellea favorendo dunque l’estromissione del colesterolo.

 

Isoflavoni di Soia

Integratori con questi componenti riducono sia il livello totale del colesterolo, sia la componente cattiva. Le proteine della soia migliorano tutto lo spettro lipidico presente nel sangue, ma occorre fare attenzione al fatto che debbano contenere gli isoflavoni.

 

Niacina

Altresì conosciuta come Vitamina B3, incentiva la presenza di colesterolo buono (HDL) e riduce quello cattivo (LDL). In base alle statistiche, la Niacina aumenterebbe del 15-30% il colesterolo buono, mentre ridurrebbe al massimo il 10% quello cattivo.

La vitamina B3, inoltre, ha effetto disincentivante (ossia ne diminuisce la presenza) per la lipoproteina (A), chiamata comunemente “terzo colesterolo”. La niacina è presente nei legumi, nel lievito di birra ed in alcune carni, altrimenti è possibile acquistare degli integratori, previa consulenza dal medico di base.

 

Fibre Solubili

Riducono l’assorbimento da parte dell’intestino del colesterolo contenuto negli alimenti perché si legano alle molecole di questo e vengono espulse dal corpo.

Le fibre solubili sono presenti in alta concentrazione nell’avena, nell’orzo, segale, nei legumi (piselli, fagioli), nelle mele, le prugne, i frutti di bosco, carote, i cavoletti di bruxelles, i broccoli e le patata dolci. Assumere tra i 5 ed i 10 grammi di fibre solubili al giorno, ridurrebbe il colesterolo cattivo del 5%.

 

Tarassaco

Gli integratori contenenti questo elemento abbasserebbero, secondo alcuni studi, la concentrazione di trigliceridi e di colesterolo totale presente nel sangue.

Possiamo anche reperire le foglie della pianta, se ci intendiamo un poco di botanica, ma se abbiamo difficoltà, possiamo tranquillamente acquistare integratori contenenti l’elemento direttamente in farmacia o in erboristeria in varie forme (granulari, capsule, compresse, etc.).

 

Ricordiamo sempre di consultare il medico prima di assumere qualsiasi tipo di integratore, oltre al fatto di valutare e diagnosticare eventuali discrasie fisiologiche relative al sistema endocrino: ad esempio un ipotiroidismo anche lieve può incidere ed incentivare l’ipercolesterolemia.