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Rincari, in molte Regioni Italiane si sono verificati esponenziali aumenti dei costi

Rincari

A lanciare l’allarme è stata l’Unione Nazionale dei Consumatori, la quale ha evidenziato che in molte Regioni Italiane si sono verificati dei Rincari, ovvero per essere più specifici si sono verificati esponenziali aumenti dei costi mentre per quanto riguarda i consumi c’è un rallentamento.

 

Rincari, è allarme in parecchie Regioni Italiane

Come tutti ben sappiamo l’emergenza Coronavirus non ha causato solo grossi problemi a livello sanitario, in quanto la necessità di imporre il lockdown si è tramutata in una vera e propria crisi economica, infatti sono moltissimi i lavoratori che sono stati messi in Cassa Integrazione e altrettanti sono coloro che hanno perso il lavoro, mentre i prezzi di quasi tutti i bene hanno subito dei rincari importanti.

Solo nel mese Maggio si e potuto assistere a un aumento dei costi che riguardano specificatamente alcune Regioni Italiane, le quali in base ai dati sono:

  1. Sicilia con un +3,3%
  2. Campania con un +3,3%
  3. Calabria con un +3,4%
  4. Lazio con un +3,4%
  5. Umbria con un +3,4%
  6. Basilicata con un +3,9%

Inoltre i rincari sui beni di prima necessità (in particolare sugli alimentari) si sono registrati anche in parecchie città, ovvero nello specifico a:

  • Trapani un +4,7%
  • Avellino un +4,7%
  • Trieste un +5,1%
  • Caltanissetta +6,4%

Per quanto riguarda i consumi invece Confcommercio ha dichiarato che gli allenamenti delle misure restrittive del mese di Maggio, sfortunatamente, non hanno portato i risultati che si sperava di ottenere e si è registrato un drastico calo soprattutto nei settori:

  1. Dell’abbigliamento con un -55%
  2. Della ristorazione (bar, alberghi e ristoranti) con un -66%
  3. Del tempo libero con un -92%

Inoltre, sempre in base all’analisi effettuata da Confcommercio è emerso, o meglio è stata fatta una stima, che nel secondo trimestre del 2020 il PIL (Prodotto Interno Lordo per chi non lo sapesse) su base congiunturale ha subito un crollo pari al 17,4%, mentre su base tendenziale del 21,9%.