Home Economia Ryanair: 3.000 Esuberi. I Primi Segnali della Crisi nel Comparto Aereo

Ryanair: 3.000 Esuberi. I Primi Segnali della Crisi nel Comparto Aereo

Ryanair 3.000 Esuberi. I Primi Segnali della Crisi nel Comparto Aereo

La crisi economica mondiale è il tema cardine a seguito della pandemia da Coronavirus con cui purtroppo bisognerà convivere nel corso dei prossimi mesi, a meno di quella scoperta scientifica che tutti noi aneliamo.

Il Comparto Aereo

Tra i business più colpiti dal lockdown e dalla necessità di stare in quarantena, c’è sicuramente quello della mobilità e il comparto aereo. Numerose compagnie hanno dovuto lasciare i propri aerei a terra, fermi, pagando anche l’occupazione del suolo negli aeroporti e dovendo comunque provvedere a una manutenzione quanto mai importante per questi mezzi.

Anche compagnie low cost come Ryanair stanno pagando dazio. Dopo le dichiarazioni da parte del numero uno della compagnia irlandese che ha definito un’idiozia far volare i propri aeromobili pieni per poco più della metà (il modello di business di Ryanair è sostenibile solo se i mezzi sono sempre occupati al 100% o quasi n.d.r.), ecco una nuova doccia fredda.

Gli Esuberi

La compagnia stima circa 3.000 esuberi a causa della crisi: 3mila posti di lavoro  persi a causa della crisi. 3mila famiglie che dovranno affrontare un fenomeno che vedremo anche in Italia: la post-crisi e il tasso di disoccupazione e di povertà che purtroppo potrebbero aumentare.

Ryanair ha comunicato quest’intenzione anche a seguito della decisione di lasciare gli aeromobili di sua proprietà a terra almeno filo a luglio: la domanda di viaggi aerei, secondo le stime fatte dai suoi esperti, non riprenderà fino addirittura all’estate.

Gli esuberi riguardano piloti e assistenti di volo che il prossimo luglio potrebbero essere tagliati fuori dalle risorse umane.

Riduzione Costi Operativi

Oltre a quest’intendimento, per ridurre i costi operativi e consentire la sopravvivenza della compagnia, ci sarà un taglio degli stipendi, già oggetto di contestazione nel passato, del 20% e una chiusura di alcune basi in Europa ritenute poco economiche al momento.

Per dare il buon esempio, il numero uno di Ryanair, Michael O’Leary, ha deciso di decurtarsi il 50% del proprio stipendio fino a marzo del 2021.