Scoperto un Pianeta dove può Esserci la Vita! Acqua, Atmosfera ed un Sole (Nana Rossa)

Scoperto un Pianeta dove può Esserci la Vita! Acqua, Atmosfera ed un Sole (Nana Rossa)

L’University College di Londra ha sviluppato una ricerca basata sulla possibilità di trovare pianeti abitabili. Gli studiosi hanno scoperto un pianeta con acqua, atmosfera ed un sole, sul quale è presente la sostanza basilare per la vita, ossia l’acqua.

Il pianeta scoperto dagli studiosi dell’University College è il miglior candidato possibile per ospitare la vita (o per ritrovare tracce di presenza di forme di vita simili alla nostra o diverse) al di fuori del sistema solare.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Nature Astronomy, ha focalizzato l’attenzione sulla presenza di acqua nei vari esopianeti analizzati. Tra questi, K2-18b, come è stato ribattezzato, presenta caratteristiche del tutto simili alla nostra terra, ossia presenza di acqua nell’atmosfera, temperature simili e orbita intorno ad un sole, una stella nana rossa.

K2-18b si trova a circa 110 anni luce di distanza da noi, circa un milione di miliardi di chilometri nella costellazione del Leone, sempre all’interno della Via Lattea. Il pianeta orbita intorno al suo sole nella fascia cosiddetta abitabile, ovvero quella distanza congrua affinché l’acqua possa esistere in forma liquida (e non solo in forma gassosa ovvero solida). Il pianeta in questione è molto più grande della Terra (il doppio) ed ha otto volte la sua massa.

I ricercatori hanno espresso cauto entusiasmo per questa scoperta a cui seguiranno ulteriori approfondimenti anche se la distanza astronomica, ancora abissale con l’attuale tecnologia, rende difficile pensare ad un approccio vero e proprio nei prossimi anni.

“Non possiamo supporre che abbia degli oceani in superficie, ma è una possibilità reale”

Di tutti i 4mila e oltre esopianeti (simili alla terra) studiati finora, questo è il primo a presentare una combinazione di fattori molto simili a quelli della nostra terra: K2-18b ha una superficie rocciosa ed un’atmosfera dove è presente l’acqua.

Altri esopianeti, pur possedendo caratteristiche peculiari, orbitavano o troppo vicini (l’acqua evapora) ovvero troppo lontani dal loro sole (l’acqua ghiaccia), nella fascia cosiddetta “non abitabile” per quanto concerne il nostro sistema vitale basato sulla presenza di acqua allo stato liquido (altre forme di vita anche intelligenti possono esistere, almeno ipoteticamente, anche in altre condizioni, per quanto ne sappiamo).


K2-18b è stato scoperto nel 2015 ed è una delle tante “super terre”, pianeti che presentano masse superiori alla nostra terra, individuati dal veicolo spaziale Kepler della Nasa. I ricercatori dell’Agenzia Spaziale Americana prevedono di trovarne altre centinaia nei prossimi anni: super terre che dovranno poi essere studiate approfonditamente per comprendere appieno le caratteristiche.

La Nasa ha già in cantiere il programma della missione Ariel: dal 2028 questo satellite dovrebbe iniziare a lavorare nello spazio proprio al fine di analizzare e studiare 1000 pianeti cercando modelli e identificando eventuali valori anomali.

Angelos Tsiaras, uno degli studenti dell’University College di Londra che hanno partecipato e controfirmato la ricerca pubblicata ha affermato con fervore che

Trovare acqua un pianeta potenzialmente abitabile diverso dalla Terra è incredibilmente eccitante. K2-18b non è una Terra 2.0, ma ci somiglia molto.

Nei prossimi mesi i ricercatori cercheranno di comprendere l’estensione della copertura nuvolosa e quanta acqua è concentrata nell’atmosfera al fine di carpire maggiori informazioni possibili da questo pianeta. L’acqua è essenziale per la vita così come la conosciamo, anche perché trasporta ossigeno, ossia il carburante fondamentale per le nostre cellule ed il nostro metabolismo.

L’astronomo Ingo Waldmann, tra i coautori della ricerca, ha plaudito al lavoro del team affermando che questo, probabilmente, sarà solo il primo di tanti pianeti scoperti e potenzialmente abitabili aprendo scenari futuristici quanto mai fantasiosi.

Waldmann esprime questo concetto basandosi sui numeri e sulla statistica, ovvero sui modelli matematici per i quali tutto è spiegabile: a tal fine, considerato che gli esopianeti come K2-18b sono quelli più comuni della nostra galassia e le nane rosse sono le stelle più comuni, statisticamente parlando è probabile si scoprano altri pianeti simili con condizioni identiche o quasi.

Grazie al solito caro Hubble, i ricercatori hanno appurato la presenza di vapore acqueo e di un’atmosfera. “Due buone notizie se siamo interessati all’abitabilità del pianeta“, ha concluso Giovanna Tinetti, Astronoma dell’Ucl.

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