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Sequestro Conto Corrente Cointestato, Sentenze Cassazione

Sequestro Conto Corrente Cointestato, Sentenze Cassazione

Un conto corrente cointestato può essere sequestrato e eventualmente pignorato? Quando si contrae un debito è possibile che il creditore richieda il sequestro o il pignoramento del vostro conto corrente. Ma cosa accade se il conto corrente è cointestato? Le risposte arrivano direttamente da alcune sentenze della Corte di Cassazione.

La Corte di Cassazione ha di recente emesso una sentenza che pone l’accento su un tema molto scottante, sul quale non c’è una visione chiara e univoca. Nel caso di debiti contratti da qualsivoglia soggetto, il saldo attivo di un conto corrente cointestato viene sequestrato tutto.

Cosa significa? Se avete un conto cointestato con un vostro figlio, vostra moglie o più persone, allora chiunque di voi contragga un debito con l’Erario ovvero nei confronti di un privato non sarà importante: il conto verrà sequestrato ed il saldo risponderà al debito per intero.

A prescindere dalla fonte primaria di accredito del conto, non sarà possibile scinderne la titolarità facendo capo all’uno o all’altro soggetto, né procedere a complicati calcoli d’assegnazione per quote, ma semplicemente i contitolari risponderanno in solido ai debiti contratti anche da uno solo di loro.

 

Sentenze Cassazione

La Corte di Cassazione ha così messo una pietra miliare sulla questione che era stata sollevata dopo che le indagini avevano congelato un conto corrente cointestato tra padre e figlio, con il secondo indagato per presunta evasione fiscale. L’avvocato dei due contitolari aveva dimostrato che i soldi presenti sul conto corrente provenivano esclusivamente dal reddito del padre ed aveva con questa tesi ottenuto il dissequestro.

La pubblica accusa ricorse in appello, in applicazione all’articolo 1854 del Codice Civile secondo cui in caso il conto corrente sia intestato a più persone, gli intestatati sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi del conto, anche nell’ipotesi in cui sia riconosciuta la facoltà di operare disgiuntamente.

La Cassazione ha dunque deliberato contro la sentenza della Corte di Appello in quanto, nonostante il denaro del padre dell’indagato concorra in maggioranza al saldo attivo del conto corrente, tale strumento consente l’operabilità ad entrambi i contraenti in maniera indipendente (sia al padre, sia al figlio).

In base all’articolo del codice civile citato, la Corte ha deciso per il sequestro dell’intero conto cointestato, a prescindere da dove provenga il denaro.