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Sismabonus. Asseverazione Tardiva del Tecnico fa Perdere la Detrazione e il Diritto. Cosa Significa?

Sismabonus. Asseverazione Tardiva del Tecnico fa Perdere la Detrazione e il Diritto. Cosa Significa

Tra gli incentivi migliori che siano mai stati emanati dallo Stato italiano, da parte di esecutivi anche diversi, sicuramente quelli dedicati all’edilizia sono tra i più interessanti ed efficaci dal punto di vista della spinta propulsiva a favore dell’economia.

Cos’è

Tra questi c’è il cosiddetto Sismabonus, ribadito anche nel Decreto Rilancio con la misura straordinaria che consente di detrarre bene il 110% dei lavori oggetto, in base a determinati criteri di rispondenza per i soggetti beneficiari e per i lavori stessi.

Il Sismabonus, in particolare, determina e comprende tutti quei lavori che hanno come finalità la messa in sicurezza dell’immobile e dell’edificio, in modo conforme ai dettami riguardanti l’utilizzo di nuove tecnologie e specifiche tecniche di contrasto ai terremoti.

Purtroppo è accaduto che, nonostante la regolarità dei lavori svolti, errori procedurali abbiano inficiato la detrazione stessa e questo si ripercuote sul diritto di chi richiede l’esecuzione dei lavori, in capo al beneficio stesso.

Asseverazione Obbligatoria

In particolar modo, l’Agenzia delle Entrate, a risposta n° 194/E del 26 giugno 2020, ha praticamente sottolineato gli obblighi tassativi che chi esegue i lavori deve realizzare in modo che tutta la procedura sia idonea al diritto della detrazione, sia che riguardi il programma passato, sia quello presente.

L’Agenzia ha ribadito come il Ministro delle Infrastrutture abbia stabilito con un documento redatto il 28 febbraio 2017, numero 58, le linee guida per la classificazione del rischio sismico in capo a un edificio e per il contestuale rilascio di un documento comprovante questo status, da parte di un professionista abilitato.

In linea con questo dettame, affinché la detrazione spetti di diritto, occorre che il progettista rediga l’asseverazione utilizzando il modello contenuto nell’allegato B del decreto stesso e definisca la classe di rischio dell’edificio, tassativamente prima dell’inizio dei lavori. Nello stesso documento, molto importante, lo stesso progettista dovrà indicare la classe di rischio antisismico appannaggio dell’immobile stesso dopo l’esecuzione pratica di tutti i lavori oggetto del progetto stesso.

Importanti anche i Tempi di Acquisizione

Il problema, dunque, riguarda la tempistica di consegna e di acquisizione del documento denominato “asseverazione”. In base a quanto descritto nell’articolo 3 dello stesso Decreto, l’asseverazione va presentata contestualmente, ossia allo stesso tempo, insieme al titolo abilitativo urbanistico.

In caso di asseverazione tardiva, dunque, l’Agenzia delle Entrate sottolinea come divenga impossibile accedere alla detrazione stessa, perdendo di fatto il diritto al beneficio ex lege.

Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate ricorda che, anche in assenza di asseverazione o in caso di acquisizione tardiva di questo stesso documento, il contribuente non avrà diritto ai benefici derivanti dal Sismabonus, ma potrà comunque fruire di quanto previsto dall’articolo 16-bis, comma 1, lettera i del TUIR.

Si avrà comunque diritto alla detrazione del 50% sulle spese sostenute nel limite di 96.000€, quella prevista in base all’istituto denominato “Interventi di recupero del patrimonio edilizio”: detrazione che il contribuente potrà utilizzare a compensazione di tasse e imposte in 10 quote annuali di pari importo. A titolo esemplificativo, dunque, in quest’ultimo caso, considerando la soglia massima di 96.000€, il contribuente otterrebbe 48.000€ di detrazioni, da dividere in 10 quote da 4.800€ ciascuna.

Soglia Massima: Lavori di Suddivisione e Accorpamento

Agenzia delle Entrate, inoltre, sottolinea come nel calcolo del limite massimo imposto dalle detrazioni occorra porre attenzione nel caso i lavori di recupero edilizio comportino accorpamento di più unità abitative o, viceversa, la suddivisione in diversi immobili di un’unica unità originale. Per calcolare il limite di spesa, farà fede il numero di unità immobiliari censite all’Ufficio di Catasto competente prima all’inizio degli interventi (quindi quelli originari) in qualsiasi caso, anche se l’immobile non è destinato a uso abitativo.