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Slack si allea con Amazon per superare Microsoft negli strumenti da remoto

Slack

Nel mondo degli strumenti da remoto sicuramente il primato spetta a Microsoft, il quale è insediato da Slack che per provare a spodestarlo dal gradino più alto del podio ha avviato una collaborazione con Amazon, un’unione questa che le due Società hanno voluto comunicare ufficialmente nella giornata di Sabato, ovvero l’8 Giugno 2020.

 

Slack e Amazon unite per cercare di battere Microsoft

Negli ultimi mesi, a causa della pandemia di Coronavirus, moltissime persone hanno dovuto lavorare da casa con la formula dello smartworking che tra l’altro continua ad essere, anche adesso che il lockdown in Italia è praticamente finito, una delle soluzioni più adottate.

Di conseguenza ha portato alla luce una rivalità nata tra Slack e Microsoft, in quanto la prima nelle ultime settimane è riuscita a registrare una crescita esponenziale di utenti che si sono avvalsi del servizio (il quale è strumento per comunicare a distanza utile anche per lavoro), nello specifico parliamo di una crescita di utilizzo di tutto rispetto per il mese di Aprile 2020 dove si sono registrati i seguenti dati:

  • +12.000 Utenti paganti
  • +90.000 Organizzazioni di un piano di utilizzo della piattaforma gratis e/o a pagamento

Anche per quanto riguarda i ricavi del primo trimestre del 2020 i numeri sono altamente positivi, infatti si parla di un +50% (20,1 miliardi di dollari) rispetto a quanto fatturato nel 2019 nello stesso periodo di riferimento.

Adesso è arrivata anche la collaborazione con Amazon che vedrà i dipendenti delle due aziende lavorare insieme, o meglio comunicare gli uni con gli altri, infatti Slack utilizzerà la piattaforma Amazon Web Services, attraverso la quale riuscirà a supportare i video e le chiamate vocali.

Però, nonostante questo scenario davvero idilliaco gli investitori hanno comunque alcune perplessità, tanto è vero che le azioni di Slank (nel trading after-hour immediatamente alla pubblicazione dei conti) hanno subito un brusco calo pari al 16%, il che non è sicuramente poco.

Sulla rivalità con Microsoft, in un’intervista al giornale The Verge, Stewart Butterfield (il CEO della Società) ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La preoccupazione principale di Microsoft è quella di ucciderci. (Poi, evidenziando il proprio sostegno alle proteste esplose in America dopo quanto successo a George Floyd) Il movimento è nato dopo una crisi scatenata da generazioni di razzismo sistemico e supremazia bianca. È una crisi che noi stessi abbiamo generato, non l’ha fatto la natura o qualcos’altro. Ora dovremmo agire tutti insieme sistemare le cose. Il silenzio è un lusso che non possiamo permetterci“.