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Soldi a Pioggia da Unione Europea. 200 Miliardi per Italia. Tutti Festeggiano. Dove sta la Verità?

Soldi a Pioggia da Unione Europea. 200 Miliardi per Italia. Tutti Festeggiano. Dove sta la Verità

Ci siamo. Dopo tre giorni di trattative pare che il Consiglio Europeo abbia finalmente trovato la quadra e tutti cantano vittoria. Il nostro Premier Conte incassa più di 200 miliardi di euro per il nostro paese, almeno per quanto concerne l’ultima proposta del Presidente del Consiglio, Charles Michel.

La Proposta che Accontenta Tutti

Secondo la proposta stilata da quest’ultimo, per il nostro paese ci sarebbero 82 miliardi quali sussidi senza obbligo di restituzione, circa quanto previsto anzi tempo e un aumento per quanto concerne i prestiti, che giungono a 127 miliardi. Se confermata, tale cifra sarebbe superiore a quella prevista inizialmente dalla Commissione, prima a 173 miliardi.

Non cambia l’ammontare complessivo del Recovery Fund, pari a 750 miliardi di euro, ma calano drasticamente i sussidi sotto quota 400, così come volevano i paesi cosiddetti “frugali”. Scendono, infatti, a 390, mentre i prestiti salgono a 360.

Tutti sono vincitori, come accade spesso quando si parla di politica. La gente, però, giustamente non capisce perché sia così. Al di là di un buon accordo, perché il nostro Premier canta vittoria e il suo alter ego, l’olandese Rutte, fa altrettanto? Come è possibile?

Fermo restando il fatto che l’accordo dovrà essere chiuso, resta la soddisfazione che emerge però da tutte le parti, seppur rimangano nodi da sciogliere legati al rebate, ossia allo sconto per quanto riguarda i rimborsi sul Bilancio dell’Unione Europea a cui si lega il Recovery Fund, quello che parte dal 2021 e finisce nel 2027.

L’Ottimismo e le Dichiarazioni dei Vincitori

Sia la Presidentessa della Commissione UE, Ursula Von Der Leyen, sia il Presidente del Consiglio Europeo, si sono detti soddisfatti e hanno mostrato tutto il loro ottimismo verso una conclusione delle trattative che, secondo loro, sono andate nella giusta direzione.

Questa, dunque, la risposta dell’Unione Europea in un momento nel quale una grossa crisi simmetrica ha coinvolto tutti i paesi della comunità. Nessuno dei 27 paesi pare uscire sconfitto. Italia e Spagna, due paesi fragili, ottengono quel che volevano, un guadagno netto sulla cifra, seppur le sovvenzioni da non restituire scendano sotto la soglia dei 400 miliardi.

I paesi frugali vincono perché ottengono quel che volevano: la riduzione dei soldi a fondo perduto e l’aumento di quelli che sono prestiti, quindi soldi che Italia, Spagna e altri fruitori dovranno restituire all’Unione Europea. L’asse franco-tedesco di Merkel e Macron è costretto a scendere sotto questa soglia, molto al di sotto dei 500 previsti inizialmente dall’ambizioso piano. Hanno così dimostrato ai propri elettori grande forza e spirito indomito nel mantenere dritta la barra, aumentando anche i loro “rebates”, ossia gli sconti a bilancio, quanto dovranno sborsare a favore dell’UE quindi. L’Austria, tra questi paesi, esce più vincitore di altri, visto che raddoppia quasi questo sconto.

Controllo dei Singoli Paesi. Il Compromesso

L’olandese Rutte, inoltre, ottiene quel controllo pregnante e quella capacità di influenzare le modalità di spesa futura per quanto riguarda questi fondi. Non raggiunge quella visione impossibile in cui un solo paese, tra i 27 del Consiglio, avrebbe potuto porre il veto su eventuali azioni da parte dei Governi beneficiari del Recovery Fund, né dovrebbe ottenere l’approvazione all’unanimità da parte dello stesso Consiglio per quanto concerne i singoli piani nazionali da presentare per ricevere questi soldi.

Ottiene il super freno d’emergenza, una soluzione di compromesso: grazie a questo “break”, una singola nazione potrà porre dei dubbi sugli eventuali piani di riforma dei Paesi beneficiari all’Ecofin e anche al Consiglio Europeo che agirà di conseguenza congelando i fondi erogati e indagando sulla questione. Un processo che, però, non sembra automatico e accontenterebbe anche il nostro Premier che, di fatto, perde sotto questo punto di vista, quello delle condizionalità e di un focus molto pregnante da parte dell’Unione che avrà la possibilità di bloccare l’erogazione dei fondi.

La Verità sui Soldi che Arriveranno

I 200 miliardi e passa di soldi, oltre a presentare gran parte di prestiti, quindi capitale da restituire a interesse agevolato, non arriveranno probabilmente in un’unica soluzione, ma saranno legati alla presentazione dei singoli piani nazionali e all’approvazione degli stessi. Dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, essere erogati dal 2021 fino 2024, quindi in quattro anni e saranno comunque legati al Bilancio Europeo.

Cosa significa? L’Italia è un contributore netto, quindi versa all’Unione Europea più soldi di quanti ne riceve ogni anno. Grazie a quest’accordo, l’Italia dovrebbe diventare un percettore netto nei prossimi anni, ricevendo di più di quel che versa (i conti reali si faranno alla fine).

Se questi fondi saranno legati al bilancio europeo, dunque, rappresenteranno un buon aiuto per il nostro paese, ma sicuramente non quell’ambizioso programma necessario a farlo risollevare.

Le Criticità dell’Italia e il Futuro del nostro Paese

Al di là della capacità della nostra imprenditoria, dei nostri politici e del nostro management, l’Italia quest’anno perderà probabilmente una doppia percentuale sul Prodotto Interno Lordo (si stima un -11,2%). Qualcosa di catastrofico, dunque, quasi 200 miliardi di euro in fumo in un anno solo.

Basteranno i soldi del Recovery Fund, al netto di quanto versiamo ogni anno, a compensare tale perdita? Siamo realmente i vincitori di questa partita, fermo restando l’ulteriore sacrificio della nostra sovranità sull’altare dell’Unione Europea?

Se i nostri politici e i nostri intellettuali pensano e ritengono che sia impossibile per gli italiani risollevare il Paese, chiedendo aiuto agli europei perché lo gestiscano al posto nostro, forse sarebbe il caso di parlare chiaro a tutti e prendere decisioni ancor più coraggiose. D’altronde il sentimento europeista è ai minimi storici e difficilmente i riflessi di questo Recovery Fund, a prescindere dai facili entusiasmi e dagli annunci roboanti comunque inferiori alla potenza di fuoco messa in gioco dall’Italia stessa (i 400 miliardi poi mai visti n.d.r.) potranno modificare un malcontento e una futura tensione sociale?

Di certo questa vittoria è più del Premier che dovrebbe aver puntellato la sua posizione e, grazie anche al semestre bianco, probabilmente arriverà a scadenza del proprio mandato. Alla fine avremo un redde rationem e capiremo quanto realmente il nostro Paese è stato aiutato dall’Unione Europea. D’altronde, gli alibi sono finiti. Se abbiamo vinto, allora risolleviamo il nostro paese.