Startup Innovative. Benefici e Misure nel Decreto Rilancio. Fondo Dedicato Produzione Videogiochi

Startup Innovative. Benefici e Misure nel Decreto Rilancio. Fondo Dedicato Produzione Videogiochi

Il Governo nel Decreto Rilancio, in attesa del testo definitivo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha previsto benefici e misure dedicate interamente al mondo delle startup, le giovani realtà ideate in ragione di una sburocratizzazione e di una facilità nell’imprenditoria.

Startup e PMI Innovative


La crisi economica susseguente la pandemia da Coronavirus che sta colpendo tutto il mondo, sta affliggendo anche il sistema italiano e ha inciso nella realtà delle startup. Le imprese innovative, spesso figlie di un’idea alla base geniale, sono però molto più flessibili e versatili delle altre e potrebbero avere delle grandi opportunità dinnanzi a sé, potendo riprendersi più facilmente.

Da questo punto di vista, il Governo ha previsto alcuni benefici e opportunità da cogliere al volo, destinate proprio alle start-up innovative e al “rafforzamento del loro ecosistema”.

Le Misure

L’articolo 46 disciplina queste misure in alcuni commi. Tra gli strumenti messi in opera dal Governo, ci sono 100 milioni di euro come risorse aggiuntive destinate al Fondo dedicato al “rifinanziamento delle agevolazioni concesse in forma di finanziamento agevolato”; ovverosia, ci saranno 100 milioni in più per quanto riguarda tutte quelle misure previste sul sito di Invitalia e dedicate a queste realtà.

Oltre ai 100 milioni previsti per rifinanziare i fondi, ci sono anche altri 10 milioni di euro ancora più utili perché destinati a contributi a fondo perduto. Contributi che dovranno essere utilizzato per l’acquisto di “servizi prestiti da parte di realtà dell’ecosistema, ossia incubatori certificati, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici e privati che operano nel settore dello sviluppo di imprese innovative“.

Venture Capital

Novità, sempre dedicata alle startup, anche per quanto concerne il cosiddetto Venture Capital. Il Governo sosterrà con altri 200 milioni di euro il Fondo destinato al sostegno degli investimenti di soggetti esterni al capitale di queste aziende.

Soldi utili nel consentire alle giovani e ambiziose aziende di procurarsi liquidità concedendo a soggetti che vogliano sottoscrivere “strumenti finanziari partecipativi, nonché ulteriori processi d’investimento realizzati mediante erogazione di finanziamenti agevolati, ovvero la sottoscrizione di obbligazione convertibili o altri strumenti finanziari di debito che però prevedano la possibilità di rimborso“.

Un aiuto per le start-up innovative e le PMI con la medesima connotazione affinché possano rivolgersi al mercato dei capitali ricercando risorse disponibili per sviluppare e scalare il proprio business model.

Fondo Sviluppo Videogiochi

C’è una novità particolare dedicata a uno specifico settore digitale, legato all’intrattenimento. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha ideato ed elaborato un nuovo Fondo denominato “First Playable Fund” con risorse disponibili per quelle realtà che operano nell’industria dell’intrattenimento digitale sul suolo italiano.

I soldi previsti nel Fondo, resi disponibili mediante soluzioni approntate per le aziende che operano in questi specifici settori, saranno dedicati al sostegno delle “fasi di concezione e pre-produzione dei videogames, necessaria alla realizzazione di prototipi“.

Importo

Si tratta di un incentivo e di opportunità appetibili e di grande richiamo perché il Fondo prevede il rilascio di contributi a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili per un progetto ritenuto idoneo, di importo compreso tra 10.000€ e 200.000€ (indi per cui il contributo a fondo perduto varia da un minimo di 5.000€ a un massimo di 100.000€) per ogni singolo prototipo di videogioco.

Requisiti

Ci sono, però, dei requisiti da rispettare per accedere a questi soldi:

  • Requisito di Prodotto. Videogioco destinato alla commercializzazione;
  • Requisiti Aziendali.
    • La startup deve avere la sede legale localizzata in uno stato dello Spazio Economico Europeo.
    • La startup deve essere soggetta alla fiscalità italiana, ovvero avere la residenza fiscale nel nostro paese tramite una sede operativa;
    • Il prototipo deve essere riconducibile e ricondotto chiaramente a questa specifica sede operativa presente in Italia.
    • La startup deve avere un capitale minimo interamente versato e un patrimonio netto superiore a 10.000€ nel caso la sua ragione sociale sia riconducibile a un’impresa di capitale, ma anche in caso in cui si tratti di imprese individuali o società di persone;
    • La società deve possedere un codice di classificazione ATECO appartenente al 58.2 o al 62.