Home Economia Tassa Patrimoniale e Conto Corrente. Come Salvare e Tutelare i Risparmi

Tassa Patrimoniale e Conto Corrente. Come Salvare e Tutelare i Risparmi

Tassa Patrimoniale e Conto Corrente. Come Salvare e Tutelare i Risparmi

In un momento di fortissima crisi, nonostante il pacchetto di aiuti varato dall’Europa e operativo (MES, Investimenti BEI e Sure), fermo restando il prossimo Recovery Fund che sarà probabilmente attivo dal 2021 e avrà una fortissima dotazione finanziaria, resta l’incertezza sul futuro e la possibilità che venga davvero attuata una tassa patrimoniale che prelevi il denaro degli italiani sui conti correnti magari nottetempo, come avvenne circa un ventennio fa.

La Crisi Economica

Coloro che ragionano sui meccanismi di salvataggio europeo hanno ben capito, a dispetto di quanto fa la Banca Centrale Europea, che molti di questi fondi sono addirittura finanziati dall’Italia stessa, la quale è solitamente contributore diretto e che seguono comunque le regole dei prestiti: quindi debito, addirittura privilegiato per il MES, con tutte le conseguenze del caso e i riflessi di cui abbiamo parlato sullo spread.

Al di là dei soldi a fondo perduto, parte di quel Recovery Fund, tuttora da valutare, resta quest’argomento sul piatto e la volontà anche in seno all’Europa stessa, di alimentare il Fondo con nuove tasse: tasse e imposta ancora da definire nel target e nell’entità.

Venendo a quanto accade in Italia, possiamo ben fare la cronaca di quanto accaduto per capire cosa stia accadendo. Lo Stato Italiano, al di là delle polemiche sulla reale efficacia delle misure prese nei Decreti, ha ammesso uno scostamento di bilancio pari a 80 miliardi di euro: debito che qualcuno, ovviamente, dovrà ripagare.

Ammettendo l’arrivo delle risorse europee, bisogna capire e comprendere che una flessione prevista del 10% circa sul Prodotto Interno Lordo (PIL) significa meno introiti dal punto di vista fiscale e minori entrate sui conti pubblici. Già nel piano Colao si parla di un’ipotetica tassa sui prelievi al bancomat, indi per cui è comprensibile e verosimile che prima o poi il prelievo forzoso nei conti correnti sia un’ipotesi percorribile.

Parole e Dichiarazioni

Già a maggio Conte ha rilasciato alcune dichiarazioni ambigue su interventi futuri parlando del risparmio italiano che rappresenta una delle colonne nel nostro paese, ma anche una bella opportunità per tutti coloro che vorrebbero metterci le mani, anche i gruppi stranieri. Il premier ha poi rilasciato parole sibilline a margine:

“Ci sono tanti progetti, vedremo a tempo debito”

Subito è scattata la paura di una patrimoniale, ma poi il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha smentito questa voce in maniera perentoria. Indi per cui non sarà realizzata. Almeno per il momento naturalmente.

Dopo alcuni tentennamenti, il Ministero del Tesoro sta iniziando finalmente a reperire denaro sul mercato. Visto il successo del BTp Italia, con richieste pari a 108 miliardi di euro, già abbiamo in itinere una nuova emissione dedicata al mercato retail: il BTp Futura di cui abbiamo parlato in un nostro articolo (leggi qui). Vera e propria opportunità futura, come l’omonimo buono.

Arriva la Patrimoniale o no?

Resta comunque il timore sempre di una patrimoniale sui conti correnti nei quali stagna una liquidità pari a 1.400 miliardi di euro e una potenziale tassa sulle cassette di sicurezza, ossia sul contante presente a cui si riferiva Matteo Renzi.

Se l’Italia, che già non era riuscita a recuperare la situazione ante-crisi degli anni passati, subirà un ulteriore perdita, anche a causa della sua fragilità e di un esecutivo non certo avvezzo a decisioni così importanti ma orientato principalmente verso ciò che deciderà per noi l’Europa, allora la situazione potrebbe degenerare.

A quel punto, con un tasso di disoccupazione altissimo, poche entrate fiscali, rapporto deficit-PIL al 160% o più, la patrimoniale sarebbe giustificata e ammessa: i risparmi degli italiani, dunque, potrebbero essere presto a rischio.

Patrimoniale e Contante: Cosa si può fare?

Tra i metodi legali disponibili per evitare una fantomatica tassa patrimoniale, abbiamo parlato  di varie possibilità, tra cui l’apertura di un conto corrente estero (trovate qui tutto al riguardo), ma ci sono altre vie. Tra queste, possiamo decidere di mutare il contante in assegni circolari non trasferibili: in tal modo ci sarà meno contante sul quale graverà un’eventuale tassa patrimoniale.

Altra possibilità è investire in oro e altri metalli preziosi, con priorità per il primo. In tal caso scamperemo alla patrimoniale ed eviteremo le fluttuazioni tipiche di beni non tangibili.

Dulcis in fundo, possiamo traslare il denaro contante, insieme a gioielli e altri beni, all’interno delle cassette di sicurezza. In tal modo saremo soggetti a un contratto di custodia, evitando anche il rischio di perdere i soldi in caso di fallimento della banca. Ovviamente in caso ci fosse un prelievo fiscale sulle cassette di sicurezza, come auspicato dalla proposta di Renzi, allora cadremmo dalla padella alla brace. C’è, comunque, un’ulteriore alternativa più complessa.

Previdenza Complementare: Opportunità

Come riporta il quotidiano “La Verità”, possiamo investire il denaro contante nella previdenza complementare, beneficiando anche di una tutela in caso di fallimento. In tal modo, otterremo rendimenti molto buoni e a lungo e, così come abbiamo già descritto in un nostro articolo che trovate qui, risparmieremo sulle tasse correnti da pagare, ossia sull’IRPEF per poco più di 5mila euro l’anno.

La Previdenza Complementare in Italia presenta tre forme disponibili:

  • Fondi Pensione Negoziali. Disponibili solo per determinate categorie di lavoratori.
  • Fondi Aperti. A disposizione per tutti quelli che non appartengono a fondi specifici.
  • Piani Pensionistici Individuali (acronimo PIP). Contratti assicurativi, polizze vita che hanno finalità anche previdenziali.