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Wirecard come Parmalat. Miliardi di Euro Scomparsi Probabilmente non Esistono. Crolla il Titolo

Wirecard come Parmalat. Miliardi di Euro Scomparsi Probabilmente non Esistono. Crolla il Titolo

Tutto il mondo è paese. Ricordate il caso della società bolognese Bio-On operante nella bioplastica di cui abbiamo parlato con dovizia di particolari, al centro di un attacco vero e proprio da parte di un Fondo Speculativo che aveva smascherato quel che potrebbe essere (rimane ancora in ballo la situazione e prosegue probabilmente in ambito giudiziario) un vero e proprio broglio in capo al settore finanziario? Senza scomodare poi il caso emblematico di Parmalat, vero e proprio crac finanziario che ha dilapidato i risparmi di tantissimi italiani, beh, ora sappiamo che alcune cose non accadono solo da noi, anzi.

Lo Scandalo Wirecard

Nella ben più quotata Germania, leader dell’Unione Europea che praticamente è plasmata a sua immagine e somiglianza, è accaduto qualcosa di molto simile. Il caso è quello di Wirecard, le cui azioni sono sprofondate e continuano a crollare (in mattinata altri 30 punti percentuali persi).

L’istituto tedesco che fa capo a questa società è finito nell’occhio del ciclone dopo la notizia di un buco da 1,9 miliardi di euro, soldi che mancano nelle casse mentre sono presenti a bilancio. Una notizia che ha sconvolto l’intero comparto, anche perché, di fatto, in Germania non è la prima volta che il sistema creditizio palesa qualche ambiguità e criticità, anche in capo ai grandi colossi.

Le notizie che sono seguite, poi, non hanno certo aiutato Wirecard e gli azionisti hanno iniziato a vendere in massa le azioni, facendone sprofondare la quotazione a Francoforte.

Gli analisti di Moody’s, prima di lunedì, si erano espressi già negativamente sull’azienda declassandola a spazzatura (junk) e questo ha inciso sulle azioni stesse, ancor di più visto lo scandalo di quasi 2 miliardi di euro mancanti nelle casse.

Le ultime notizie, poi, non hanno certo confortato gli azionisti perché Wirecard, dopo alcune verifiche, ha confermato che questi soldi, apposti alla voce “liquidità di cassa” potrebbero anche non esistere!

I Soldi non ci sono!

Un’affermazione che, come afferma il noto sito Money.it, ci riporta indietro nel tempo, a quanto accadde con la nostra Parmalat e con alcune voci di bilancio non coincidenti, figlie del tentativo di puntare sui prodotti derivati per realizzare una sostenibilità finanziaria e divenire appetibile sui mercati azionari.

L’amministratore delegato di Wirecard è già stato praticamente messo spalle al muro, ma anche tutto il management rischia, anche perché difficilmente avrebbero potuto non sapere di questa situazione, ma sarà tutto analizzato nelle sedi opportune. Il pericolo presente, ora, è la fuga degli investitori e le vendite che continuano in massa: secondo le stime, gli istituti di credito potrebbero ritirare circa 1,5 miliardi di risorse, causando un vero e proprio tracollo finanziario per la società.

Autorità e Protezionismo: Liberali solo quando conviene?

Le autorità tedesche, intanto, stanno facendo il loro corso. I quasi due miliardi paventati e spariti sono al centro delle indagini, ma non solo: si analizza anche il ruolo che avrebbe avuto la Bafin (la Consob tedesca) così come allora accadde per il nostro ente che dovrebbe controllare e supervisionare perché simili cose non accadano. La Bafin ha sempre difeso Wirecard ed ha addirittura minacciato giornalisti e speculatori di denunce in caso di affermazioni che ritengono essere calunnie nonostante quanto stia emergendo. D’altronde, come abbiamo detto, tutto il mondo è paese.

Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, sono molteplici i soggetti posti sulla graticola da parte degli investitori:

  • La Bafir.
  • Il management di Wirecard. 
  • Sistema regolatori tedeschi. L’accusa, qua, è gravissima e sistemica: secondo gli investitori, tale sistema tutelerebbe oltre il limite del plausibile gli interessi tedeschi nazionali. Un’accusa che di certo appare verosimile e plausibile.

Ora la parola e lo stesso destino di Wirecard è nelle mani delle banche creditrici. Così come abbiamo anticipato, occorre capire e comprendere se queste verranno meno alla linea di credito aperta, vicina al miliardo e mezzo di euro, oppure la interromperanno proprio a seguito di queste vicissitudini.

Quota Azioni Attuale

Attualmente, quasi alla chiusura della prima giornata di quotazioni, le azioni Wirecard sono letteralmente sprofondate a -44,96%, quotando un prezzo di 14,21€ dopo aver toccato un minimo addirittura a 12,99€ e un massimo a 18,70€ (il tutto concentrato nella mattinata per poi stabilire un trend quasi monotono e discendente(.