RC Auto: Primo Rischio Assoluto. Cos’è, Come le Assicurazioni Calcolano Importo del Danno e il Risarcimento

RC Auto Primo Rischio Assoluto. Cos'è, Come le Assicurazioni Calcolano Importo del Danno e il Risarcimento

Nel comparto delle misure rivolte alla RC Auto obbligatoria per legge da parte di questi mezzi che circolano sulle strade italiane che si sta rinnovando per ammodernarsi e cercare la strada migliore possibile orientata all’abbassamento del premio da corrispondere, o meglio, l’ottimizzazione dello stesso (ultima trovata in ordine temporale la RC Familiare con la possibilità di aderire alla stessa classe CU, la migliore, di uno dei soggetti appartenenti al nucleo, a prescindere dal mezzo) la situazione riguardo i risarcimenti non è nota a tutti.


Quando accade un incidente, occorre avere bene a mente il processo di risarcimento che le compagnie assicurative, come da contratto e da prassi, mettono in atto, il quale segue determinate procedure e iter codificati per questo. Molto importante, in quest’ottica, conoscere il significato del cosiddetto “Primo Rischio Assoluto” in modo da avere contezza dei processi conseguenti un incidente dal punto di vista del risarcimento civile.

Cos’è

Il primo rischio assoluto, semplificando il concetto il più possibile per ragioni di opportunità, corrisponde a una delle modalità tramite la quale una compagnia assicuratrice decide di calcolare il risarcimento del danno spettante a un assicurato. Risarcimento che si origina in ragione del concretizzarsi di un rischio contro il quale ci siamo assicurati; nel caso della polizza RC Auto, il rischio correlato, generalmente, rappresenta l’incidente in auto e i danni a persone e cose, sui quali si rispecchiano anche i massimali inseriti all’atto della sottoscrizione (qui trovate un articolo che spiega cosa sono e a cosa servono).

Primo Rischio Assoluto vs Valore Intero

Quando stipuliamo una polizza assicurativa, solitamente lo facciamo scegliendo tra due diverse modalità di risarcimento:

  • Valore Intero. In questo caso il risarcimento è calcolato sulla corrispondenza reale tra il valore della cosa oggetto di danno e la stessa somma versata che devono, secondo criteri stabiliti oggettivi, essere coerenti.
  • Primo Rischio Assoluto. Di cui abbiamo accennato. A differenza dell’altro concetto e modus operandi, il valore materiale reale del bene assicurato non è rilevante, né funzionale. Il risarcimento presuppone un accordo tra l’assicuratore e l’assicurato al momento di stipulare la polizza mediante la definizione di criteri stabiliti ex ante e di somme ritenute congrue a ripagare un eventuale danno.

La differenza è sostanzialmente distinta per entrambi i concetti che definiscono procedure e risarcimenti, dunque, differenti.

Occorre, però, attenzione nel pensare erroneamente che la differenza sia sfavorevole all’una o all’altra misura in ragione di valutazioni aprioristiche sul valore del bene.

Per quanto concerne una polizza legata al “Primo Rischio Assoluto”, la compagnia risarcirà il contraente solo e soltanto se si verifica il rischio assicurato prescindendo dal valore concordato e prescritto nel contratto stesso. Questo risarcimento prescinderà dal fatto che serviranno meno o più soldi per aggiustare il danno a seguito del sinistro.

Un esempio simulato chiarirà il concetto: nel caso di sinistro e danno all’auto pari a 2000€, da valutazione del meccanico o dell’officina di fiducia, riceveremo un risarcimento concordato ex ante legato al primo rischio, a prescindere da questa cifra. Se, in fase di stipula, abbiamo condiviso, per quel dato danno e quel rischio, una somma, a forfait, pari a 4000€, avremo maggiori fondi. Potrà, invece, capitare anche il contrario.

Nel caso sottoscrivessimo una polizza a Valore Intero, non ci sarà una regola proporzionale per quanto concerne il risarcimento. In questo caso le polizze prevedono un massimale previsto (si tratta del maggior numero di polizze RC Auto appunto) sia per danni a cose e/o persone.

In caso di sinistro, la compagnia assicuratrice garantirà il reale valore dei danni come risarcimento a chi di dovere entro e non oltre i massimali iscritti in fase di stipula.

Codice Civile: Il Principio di Proporzionalità

Il Codice Civile disciplina quanto capita nel caso di applicazione della regola proporzionale prevedendo i casi specifici in cui essa deve essere applicata con questo tipo di contratto a valore reale. In particolar modo, l’articolo 1907 disciplina il caso disfunzionale in cui il valore del bene oggetto di sinistro e assicurato sia maggiore di quanto previsto in fase di dichiarazione, all’atto della stipula dell’assicurazione RC Auto.

Questo principio trova applicazione diretta nel risarcimento stesso: l’assicurato percepirà un’indennità ridotta utilizzando appunto la proporzione tra valore del bene al tempo in cui accade l’incidente e il capitale oggetto di assicurazione.

Per la Polizza a Primo Rischio Assoluto, invece, vale un principio molto più libero: all’utente spetta la scelta, in fase di stipula del contratto di assicurazione sull’assicurare il bene per il suo valore intero o solo per una parte, risparmiando chiaramente sul premio, a fronte di rischi maggiori non coperti da tutela.

Solitamente si utilizza il principio secondo il quale si vuole assicurare una parte massima tutelando i propri beni e senza che venga applicata la regola proporzionale descritta nell’articolo del Codice Civile.

Nel caso il danno subito sia superiore, l’assicurato che sceglie questa possibilità, si prende il rischio di dover corrispondere con il suo patrimonio per eventuali danni che coinvolgano il bene oggetto di assicurazione. La scelta di assicurarlo solo in parte, se da un lato presuppone un risparmio contestuale, apre le porte a un rischio che può essere più o meno calcolato in base a giudizi esperienziali o di merito da parte del soggetto.